Prima che certe pizze tagliate a spicchi prendessero il sopravvento, prima degli impasti a lunga lievitazione conditi con gamberi di Mazara crudo e costosi come gioielli, prima insomma che la cosiddetta pizza gourmet s’imponesse all’attenzione generale, le nostre vite erano fatte di gesti semplici, c’erano ancora le quattro stagioni e certe serate iniziavano così: margherita o marinara?
Ordinavi una capricciosa e ti sentivi quasi trasgressivo.
Ora il fanatico della pizza può giocare alla ruota delle cultivar del pomodoro: corbarini, pomodorini da serbo, datterini gialli, pomodori neri.
E mentre si destreggia tra un Presidio e una Dop, perde di vista l’interrogativo inderogabile: con quale pomodoro condire la pizza margherita?
A mettere ordine nel caos ci pensa Giudizio Universale, la rubrica di Dissapore che seleziona il meglio delle gastronomie specializzate, osserva, annusa e degusta per voi.
Salvifico il supporto, braccia, testa e forno di Gennaro Coppeta, frontman della Pizzeria Resilienza di Salerno, nonché Dissapore approved.
Perché noi ci abbiamo messo i pomodori e la pancia, ma lo spettacolo vero l’ha fatto lui.
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Questi i protagonisti del nostro test, presentati alla cieca, e in questo ordine:
Gustarosso San Marzano DOP dell’Agro Sarnese-Nocerino 1,70 euro /400g
Gustarosso Pomodori Pelati Biologici 100% italiani 3,30 euro/2650gr
Agrigenus San Marzano DOP 1,30 euro/400g
Miracolo di San Gennaro San Marzano 3,80 euro/530g
Casa Barone, Conserva Tradizionale di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio 5,90 euro/52’g
Bucce di Pomodoro, Antica Conserva di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP 3,25/400g
I Sapori di Corbara, Corbarino in succo 2,00 euro/400g
Grangusto Datterino rosso in succo 1,75 euro/400g
Così Com’è Datterino giallo in succo 2,25 euro/350g
Così Com’è Pomodoro Pizzutello pelato in succo 2,10 euro/540g
Campisi, Conserva di Pachino IGP 1,80 euro/330g
Giolì Pomodorini del piennolo del Vesuvio Dop Presidio Slow Food 1 conf. da 1,5 kg /15,00 euro
Alert: vi consigliamo di preseguire nella lettura del post a stomaco rigorosamente pieno.
PARADISO
Gustarosso San Marzano DOP dell’Agro Sarnese-Nocerino
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Funziona così tanto che pare fisiologico chiedersi se sia nato prima lui o la pizza stessa.
Il profumo è di quelli che scava nella memoria, siderali le distanze con i pomodori di pongo ammonticchiati sui banchi dei supermercati.
Sarà per lo special touch di certi agricoltori, “il pomodoro coltivato dai nonni italiani” è lo slogan dell’azienda, ma il San Marzano Gustarosso sbaraglia tutti gli altri contendenti.
L’acidità verace e spiccata ripulisce dall’untuosità del fior di latte, stimola appetito e salivazione, e il cervello inebetito riesce a formulare solo proposizioni semplici (Ancora!).
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Agrigenus San Marzano DOP
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Altro San Marzano, pomodoro pelato da manuale stando ai dettami della AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana).
Quelli di Agrigenus, raccolti a mano e inscatolati uno ad uno, hanno una spiccata nota vegetale, acidità e freschezza bilanciate.
Per palati votati al softcore, sulla pizza non fanno una piega, oltre ad avere un rapporto qualità-prezzo inarrivabile.
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Casa Barone, Conserva Tradizionale di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio
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Tagliati a metà e costellati di semini brillanti, di un rosso intenso, serbati da una buccia aromatica, tenace, che si fa masticare.
L’acidità del tegumento smorzata dalla dolcezza della polpa e dall’aromaticità dei succhi lo rende complemento ideale per una pizza margherita da lacrimoni.
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Così Com’è Datterino giallo in succo
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E’ il pomodoro per i palati estremi, si ama carnalmente o si detesta.
Noi l’abbiamo amato da perdere il senno, c’è qualcuno in redazione che ha sviluppato una monomanìa incurabile e costruito un caveau casalingo solo per loro.
Dolcissimo, succoso, la buccia è sottile e il finale di zucchero caramellato, con mozzarella e basilico suscita l’euforia tipica di certe droghe leggere.
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Così Com’è Pomodoro Pizzutello pelato in succo
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Pomoro di nicchia, almeno tra i pizzaioli, apice a punta e coltivazione sotto tunnel o in pieno campo.
La persistenza, armoniosa tra aspro e zuccherino, riesce a svettare sulla coltre di fior di latte, rimane compatto nonostante le alte temperature e arrendevole al morso.
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PURGATORIO
I Sapori di Corbara, Corbarino in succo
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E’ una bomba di pectina, l’ingrediente imprescindibile per lo scarpariello, dirompente nel succo e amaro sul finale.
Peccato venga schiacciato e inibito dalla nota grassa del fior di latte, poco persistente, non si impone sul resto degli ingredienti.
Marinara, maybe?
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Giolì Pomodorini del piennolo del Vesuvio Dop Presidio Slow Food
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L’azienda di Angelo Di Giacomo, situata nel Parco Nazionale del Vesuvio, produce (anche nella variante gialla) mettendo in pratica un’antichissima tecnica di conservazione.
I pomodorini maturi vengono legati fra di loro in gruppetti (le “scocche”) fino a formare un grande grappolo, poi sospeso in locali aerati e conservato fino alla primavera successiva.
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Il pomodorino Giolì non perde freschezza, anche tra i flutti di mozzarella, profuma di erba tagliata e l’amaro della buccia gioca al saliscendi con la dolcezza della polpa.
Si riscatta con l’aggiunta di un pizzico di sale, forse più adatto ad un’altra tipologia di pizza.
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Bucce di Pomodoro, Antica Conserva di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP
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L’umami esiste, lotta insieme a noi in questo pomodorino.
La buccia quasi croccante e l’acido glutammico (e i suoi sali) ci fanno palpitare non poco.
Niente male per l’azienda di Massimo Duraccio nata soltanto un anno fa, arrivederci alla prossima candelina.
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Miracolo di San Gennaro San Marzano
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Se ne era già parlato su Dissapore, con toni entusiasti.
Il pomodoro che Sabato Abagnale lavora a crudo (inscatolato con passata di pomodoro cotta a 70°C per cinque minuti e sterilizzato a bagnomaria) è sicuramente gustoso ma troppo delicato, facilmente sovrastato dagli ingredienti di quel capolavoro rotondo, altresì conosciuto come pizza.
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Gustarosso Pomodoro pelato Bio 100% italiano
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Il Molise esiste eccome, e questo pomodoro lo dimostra.
Un buon prodotto, sicuramente più amabile del San Marzano DOP, ma meno intenso e convincente.
Avvertito un leggero pizzicore da rifermentazione durante l’assaggio, forse dovuto ad un difetto della singola latta.
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INFERNO
Grangusto Datterino rosso in succo
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Se il fratello biondo è entrato di diritto nel nostro personalissimo pantheon dei pomi, la variante porporina risulta stucchevole, scialba, dimenticabile.
Salvabile con l’aggiunta di un formaggio di capra (forse).
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Campisi, Conserva di Pachino IGP
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Volevamo movimentare la faccenda con una quota sicula al sapor di Pachino Igp, ma il sughetto contenuto nella bottiglia ambrata e vintage fallisce miseramente il test.
“Sembra ketchup”, l’ho sentito davvero, la dolcezza del pachino viene fagocitata e tumulata anche dall’innocua fogliolina di basilico.
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Occhei pizzaioli praticanti e maniaci del cornicione, s’avvicina quel momento in cui vuotate le dispense e ci dite come stanno davvero le cose, secondo voi.
Ci scusiamo per la gallery vietata ai minori, e speriamo che la vostra pizzeria di fiducia sia aperta anche di lunedì.
[Crediti | Immagini: Rossella Neiadin]