Se volete sentirvi preparati sul cibo, rispondete al test dell’Istituto Superiore di Sanità

C'è tempo fino al 3 giugno per rispondere a 5 domande su quante bufale sull'alimentazione sapete riconoscere. Spoiler: potreste sentirvi sottovalutati.

Se volete sentirvi preparati sul cibo, rispondete al test dell’Istituto Superiore di Sanità

La cultura dell’alimentazione è in crisi, le istituzioni autorevoli sono in difficoltà e pure io non mi sento troppo bene. Più o meno è questo il contesto in cui l’Istituto Superiore di Sanità ha lanciato, il 6 maggio, un questionario pubblico composto da cinque affermazioni e sviluppato dal reparto alimentazione, nutrizione e salute. Il nome che gli hanno dato sembra fatto da un appassionato di calembour che ha dato il meglio di sé negli anni Novanta: “Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull’alimentazione”.

«L’obiettivo non è solo testare le conoscenze, ma anche stimolare un approccio più critico verso ciò che si legge online», spiega la responsabile del reparto, Laura Rossi. Le risposte saranno raccolte fino al 3 giugno e poi discusse durante il convegno “Fake news, paure e fiducia: sicurezza alimentare e nutrizione nell’era dell’infodemia”, in programma il 5 giugno presso l’ISS, a Roma e online.

Come è fatto il questionario dell’Iss?

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Nel questionario non ci sono domande, ma affermazioni a cui rispondere spuntando “vero”, “falso” o “non so”. Le affermazioni sono le seguenti:

  1. Il glutine è dannoso solo per chi è celiaco.
  2. Non si deve mangiare frutta dopo i pasti.
  3. Lo zucchero di canna è equivalente allo zucchero bianco dal punto di vista nutrizionale.
  4. Eliminare i carboidrati dalla dieta è un modo efficace e sano per dimagrire.
  5. I prodotti light o senza zucchero fanno dimagrire.

Ho risposto alle domande e ho totalizzato un 5/5 di risposte esatte, ma ho risposto quello che sapevo di dover rispondere; una differenza sottile ma facile da capire. Alla domanda «Il glutine è dannoso solo per chi è celiaco» ho risposto “vero”. Il commento che mi hanno dato è questo: «Il glutine è dannoso per le persone con celiachia, una malattia autoimmune, e per chi ha una sensibilità al glutine non celiaca. Per la popolazione generale sana, il glutine non rappresenta un rischio per la salute».

Quindi il glutine è dannoso anche per chi è intollerante, non solo per chi è celiaco. Dunque, in teoria, la mia risposta avrebbe dovuto essere segnata come sbagliata. E invece quello che l’ISS ci vuole dire è che non ci sono evidenze scientifiche che il glutine faccia male a chi non è né allergico né intollerante. In sostanza, se sei convinto che comprarti i taralli senza glutine ti faccia vivere una vita sana, sbagli. Tuttavia, anche se non fa male, sicuramente il glutine è spesso addizionato alle farine per renderle più performanti sia in lievitazione che in durata della cottura, il che fa si che ce ne stiamo mangiando molto più di quanto sarebbe normale. Che questo abbia una diretta correlazione sull’aumento delle sensibilità al glutine è tutto da dimostrare, ma il pensiero critico sta appunto nel porsi le domande.

Cosa c’è di strano nelle domande dell’Iss?

Il problema reale è che manca la risposta “dipende”. Come spesso accade, in questi casi in cui si vuole fare chiarezza per il grande pubblico, le cose vengono tagliate con l’accetta e poste nella dicotomia ragione/torto. La semplificazione, in nome del fatto che le masse vadano acculturate partendo da concetti semplici, che possono ricevere senza doverli elaborare, è il male del nostro tempo.

Alcune di queste affermazioni sono palesemente false, la quinta ad esempio, ma lo sono perché sono poste in modo fuorviante, per stimolare la risposta “corretta”; giornalismo per tesi, si chiamava una volta. La questione, invece, è molto più complessa e banalizzarla rischia di essere una fake news sulla fake news.

Mettiamola così: se si fosse scritto «eliminare gli zuccheri dalla dieta fa dimagrire», la risposta sarebbe stata, di nuovo, “dipende”. Quali zuccheri? I carboidrati sono zuccheri? Cosa succede al mio corpo, a lungo termine, se non mangio nessuno zucchero? E se si fosse scritto «i prodotti light e senza zucchero sono dannosi per l’organismo?», la risposta, ancora una volta, sarebbe “dipende”. Ci riferiamo ai prodotti industriali — sì, lo sono — o a quelli preparati dalla nonna con le uvette sultanine e i fichi?

«Il pubblico italiano non è fatto solo di intellettuali, la media è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco… È a loro che devo parlare.» Così diceva Berlusconi al Corriere nel 2004. L’impressione è che siamo ancora esattamente lì.Fin

L’intento di fare cultura dell’alimentazione, di per sé, è lodevole, così come lo è l’iniziativa per cui le risposte saranno la base di un convegno, dunque — si spera — di un dibattito che restituisca un po’ di complessità. Vedremo.