Siccità, Mario Draghi illustra il piano di emergenza: razionamento e dighe aperte per riempire i fiumi

Il piano di emergenza per affrontare la siccità è in arrivo: tra gli interventi c'è l'apertura delle dighe e il possibile razionamento.

Siccità, Mario Draghi illustra il piano di emergenza: razionamento e dighe aperte per riempire i fiumi

Lunedì verranno verosimilmente approvati i piani di emergenza delle Regioni presentati negli ultimi giorni ma, nel frattempo, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha già lasciato trapelare alcuni dei possibili interventi che seguiranno la proclamazione ufficiale; che di fatto spaziano dal rinforzo dei corsi d’acqua tramite l’apertura graduale delle dighe a una mappa di razionamento a livello locale delle stesse risorse idriche (come già era stato ipotizzato, qualche giorno fa, dal Capo della Protezione Civile). Di fatto pare evidente che, per allentare la stretta della siccità sull’Italia, sarà anche necessario redigere un “piano dell’acqua” sul lungo periodo, che vada a risolvere le grandi carenze infrastrutturali del Bel Paese.

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Tra le altre misure si segnalano anche l’intenzione di collegare temporaneamente acquedotti vicini tra loro in modo da compensare le criticità più pungenti e coordinare in modo efficace ed efficiente gli sforzi degli enti territoriali poiché, come ha spiegato lo stesso ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, “L’acqua in alcune zone c’è”. In questo contesto saranno determinanti le risorse previste dal Pnrr: “Sono stati stanziati già 4 miliardi” ha commentato a tal proposito Draghi “occorrerà arrivare a un coordinamento massiccio dei tanti enti preposti all’amministrazione dell’acqua”.

La situazione, nel frattempo, continua a precipitare: gli enti preposti al monitoraggio dei corsi d’acqua segnalano condizioni di deficit costante e assoluto, con il Po che registra un cuneo salino risalito di oltre 30 chilometri – record assoluto – e il Tevere che, in alcuni tratti, è diventato paludoso.