di Manuela 18 Febbraio 2021
ristorante

Nonostante da lunedì la Sicilia sia tornata in zona gialla, ecco che solo 4 ristoranti su 10 sono ora aperti. Con il passaggio in zona gialla, cambiano le norme restrittive in merito al settore della ristorazione: dalle 5 alle 18, infatti, è possibile consumare cibi e bevande all’interno di bar, ristoranti, pizzerie, pub…

A fornire un bilancio della prima giornata di riapertura dei locali è stato Dario Pistorio, presidente Fipe Confcommercio Sicilia. Pistorio ha rivelato che ad aprire totalmente sono stati i bar: prima potevano fare solamente asporto o consegne a domicilio, mentre adesso possono servire anche ai tavoli al banco, quindi almeno loro sono tornati a respirare.

Peggio va ai ristoranti: attualmente stanno ancora soffrendo. Solamente il 40% dei ristoranti, infatti, ha riaperto, ovviamente solo a pranzo. Il restante 60% si suddivide in un 40% che apre solamente il fine settimana e un 20% che ha deciso di non aprire per niente dopo essersi fatto un po’ di conti in tasca.

Discrepanze simili si sono registrate anche per le pizzerie. Chi offriva asporto e delivery ha continuato a lavorare, mentre chi non aveva optato per tali soluzioni ha aperto solamente al 30%. Totalmente fermi, invece, pub e locali notturni, così come anche le discoteche.

Pistorio ha poi sottolineato come almeno la risposta della clientela sia stata alta, nonostante si sia trattato di pochi giorni di apertura. E ricorda a tutti che siamo ancora in piena pandemia da Coronavirus, quindi anche gli orari di apertura permessi in zona gialla in realtà non porta grossi vantaggi al settore in quanto la maggior parte dei ristoranti fattura il 70%d dei ricavi a cena.

Per questo motivo Pistorio afferma che non sono contenti neanche con la zona gialla, motivo che li ha spinti a chiedere che sia a livello regionale che a livello nazionale i ristoranti possano rimanere aperti fino alle 22, magari impostando anche misure di controllo più severe. Questo perché la situazione attuale, anche in zona gialla, provoca grave disagio a tutto l’indotto (con perdite nel 2020 per i pubblici esercizi siciliani di 2 miliardi e 800mila euro).