di Manuela 2 Dicembre 2019
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Starbucks ha poi licenziato il dipendente che aveva scritto “Maiale” sulla tazza di un poliziotto. Proprio durante il Giorno del Ringraziamento, questo dipendente aveva apposto un’etichetta con su scritto “Pig” (maiale in inglese) su un ordine di cinque drink effettuato da un ufficiale di polizia di Kiefer in uniforme. Inizialmente Starbucks aveva sospeso il dipendente, ma tramite una nota scritta il giorno successivo aveva avvertito tutti che il dipendente era stato licenziato in quanto aveva violato la politica aziendale.

Nella nota l’azienda si premurava anche di specificare che la parola utilizzata dal dipendente era offensiva nei confronti di tutte le forze dell’ordine e che non era assolutamente rappresentativa del profondo apprezzamento che Starbucks ha per gli agenti di polizia.

Tutto è iniziato quando l’ufficiale di polizia in servizio ha deciso di fare qualcosa di carino per i collaboratori che stavano lavorando con lui durante le vacanze. Il poliziotto aveva così deciso di fermarsi allo Starbucks per prendere dei caffè da portare loro, in modo da ringraziarli per tutto il lavoro che stavano facendo. A spiegare come sia andata la vicenda ci ha pensato Johnny O’Mara, il capo della polizia di Kiefer, tramite un post su Facebook.

Quando il poliziotto ha ricevuto il suo ordine, però, si è trovato di fronte a una sgradita sorpresa: su ciascuna delle cinque tazze ordinate, un dipendente aveva scritto la parola “Maiale”. Il capo della polizia, pubblicando le foto delle tazze incriminate, ha ammesso che ciò che lo ha infastidito più di tutto è stata la totale mancanza di rispetto per un agente di polizia che, al posto di essere a casa con la famiglia a godersi un pasto e una partita di calcio, stava pattugliando la sua città.

O’Mara, poi, ha continuato sostenendo che questo gesto era l’ennesimo sintomo minuscolo di una società misantropica che diffama coloro che sostengono la giustizia e che glorifica le persone che provocano la distruzione del tessuto sociale. Ed è l’ennesima ferita inferta al cuore di uomini e donne che si chiedono sempre più spesso perché stiano facendo questo lavoro. Ha sottolineato, poi, come si sia arrivati al punto in cui anche un compito semplice come quello di versare una tazza di caffè eccezionalmente costosa è diventato così complicato da non poter essere realizzato senza “esprimersi”.

Quando poi il capo della polizia ha contattato lo Starbucks, la dipendente che gli ha risposto gli ha detto che sarebbero stati felici di sostituire il caffè con un’etichetta corretta. Al che O’Mara si è sentito preso in giro due volte. Ovviamente poi Starbucks ha rimediato con un comunicato ufficiale sostenendo che l’incidente era del tutto inaccettabile e offensivo per tutte le forze dell’ordine. Ovviamente O’Mara non ha ritenuto responsabile Starbucks per il gesto del dipendente, il quale, fra l’altro, qualche giorno fa ha contattato il poliziotto per scusarsi. Secondo quando dichiarato nel comunicato stampa, quel “Pig” era stato inteso come uno scherzo con i colleghi. Questa tesi, ovviamente, non ha convinto nessuno e, prevedibilmente, il dipendente è stato licenziato con tanto di Starbucks che sta pensando di ospitare l’evento Coffee with a Cop per discutere del ruolo che la polizia svolge nel tenere le comunità al sicuro.

Non è certo la prima volta che una grande catena si trova a dover fronteggiare casi simili: qualche tempo fa una dipendente di McDonald’s era stata arrestata per aver manomesso l’ordine di un poliziotto.

[Crediti | Defensemaven]

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