Starbucks: sciopero dei dipendenti in Corea del Sud per salari migliori

I dipendenti di Starbucks in Corea del Sud scioperano per salari e condizioni di lavoro migliori. A far scattare la miccia, la promozione con le tazze riutilizzabili.

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I dipendenti di Starbucks della Corea del Sud, più precisamente quelli della capitale Seoul, hanno deciso di scioperare per chiedere salari e condizioni di lavoro migliori. A far scattare il tutto è stata una promozione che ha visto protagoniste le tazze riutilizzabili.

In pratica, per festeggiare il suo 50esimo anniversario, Starbucks ha deciso di organizzare un evento promozionale che consisteva nella vendita di bevande in bicchieri di plastica riutilizzabili in edizione limitata (da qualche tempo Starbucks ha reintrodotto l’uso delle tazze riutilizzabili, dopo averle sospese temporaneamente a causa della pandemia). Solo che la cosa è sfuggita di mano e i lavoratori si sono trovati di fronte a code infinite di gente, arrivando ad avere anche ordini con 650 tazze in attesa di essere servite.

Corea del Sud

Un numero infinito di clienti ha fatto la coda per ore davanti agli Starbucks, con i dipendenti sempre più sommersi dal lavoro. Nonostante lo storico record di ordini, sono rimasti al loro posto per un unico motivo, cioè il senso di responsabilità, anche se avrebbero voluto scappare via da quella folla.

Per tale motivo i dipendenti sono scesi in piazza per protestare contro il fatto che i loro capi sembrano essere indifferenti alle loro lamentele e richieste. Bisogna considerare che Starbucks gestisce direttamente i suoi circa 1.600 punti vendita in Corea del Sud, comprensivi di 18mila lavoratori, ma non riconosce i sindacati. Questo sciopero, infatti, si configura come la prima azione collettiva dei dipendenti di Starbucks in questo paese.

I lavoratori chiedono migliori condizioni salariali e di lavoro. Nel frattempo un portavoce dell’azienda ha annunciato che ascolteranno i partner di Starbucks attraverso vari canali e verificheranno dove apportare miglioramenti.

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