Stradella: barista aggredito per aver chiesto il green pass

A Stradella un barista è stato aggredito per aver chiesto di esibire il green pass a un gruppo di clienti. Solidarietà da parte della Fipe.

Tutto è successo a Stradella: qui un barista è stato aggredito da tre giovani perché aveva chiesto loro di esibire il green pass, così come previsto dalla legge. Per questo motivo la Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, ha dichiarato tutto il suo sostegno al lavoratore.

La Fipe è solidale con il giovane barista di Stradella che ha subito un’aggressione per aver lavorato correttamente, chiedendo il green pass prima di accedere al bar così come previsto dalla legge.

Fipe parla di un episodio molto grave che, purtroppo, non è il primo del suo genere. L’augurio da parte di Fipe è che gli aggressori paghino questo gesto definito “ignobile” e che episodi del genere non si ripetano mai più.

green pass

Fipe ricorda che gli esercenti stanno portando avanti le loro attività fra mille difficoltà anche nell’ottica di favorire il presidio sanitario e non è accettabile che debbano subire continuamente aggressioni di questo tipo.

A causa delle lesioni subite, il barista, un ragazzo di 31 anni di nazionalità cinese, è finito all’ospedale. Soccorso dai medici del San Matteo di Pavia, ecco che sono state riscontrate diverse lesioni al viso. Per quanto riguarda gli aggressori, sono stati denunciati dai Carabinieri per lesioni. Inoltre sono stati multati con una sanzione di 400 euro a testa per essersi seduti al tavolino del bar senza avere il green pass.

Quando i tre sono entrati, il barista aveva chiesto loro cortesemente di mostrare il green pass. I tre si sono rifiutati di mostrarlo e hanno ordinato di portare da bere al tavolo. Così il barista ha dovuto invitarli a consumare al banco o ad uscire: in caso contrario sarebbe stato costretto a chiamare le forze dell’ordine. Così i tre si sono alzati e lo hanno preso a pugni, prima di andarsene via.

Ma cose del genere non accadono solo qui da noi: nel Regno Unito alcuni supermercati si rifiutano di ricordare ai clienti l’obbligo di indossare la mascherina proprio a causa delle continue aggressioni.