Super Green Pass, Luciana Littizzetto: “Perché il cliente sì e il ristoratore no?”

Luciana Littizzetto ha espresso le sue perplessità riguardo il Super Green Pass attraverso una letterina letta a Che tempo che fa.

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Durante la sua consueta apparizione domenicale a Che tempo che fa, Luciana Littizzetto ha recentemente commentato (non senza una certa dose di umorismo tagliente) l’introduzione del Super Green Pass, chiedendosi per quale motivo i proprietari (così come i dipendenti) di un ristorante o di un locale siano soggetti a regole differenti dai clienti.

Green Pass Ristoranti

In effetti, stando alle regole, al personale del ristorante basta presentare il risultato di un tampone: trattandosi di un luogo di lavoro, infatti, non sono tenuti a presentare il pass verde potenziato. Ed è pur vero che, come la stessa Littizzetto ricorda, Confesercenti e Confcommercio assicurano che i loro iscritti si sono vaccinati quasi tutti, e che i proprietari di ristoranti sono delle persone serie. Ma, per citare direttamente l’intervento della comica torinese, “non è che il virus lo prendono solo i minchioni. Magari. Se no l’alternativa può essere questa: va bene il tampone ma tu amico Pautasso della piola del pesce gatto, insieme al menù del giorno mi porti anche i risultati dei tamponi di tutti quelli che lavorano. Così almeno mangio tranquilla. Mi mostri il menù del personale. Pippo Ciappetta cuoco due vaccini Pifzer. Franca Brondichiparla lavapiatti tampone fresco di oggi. Lello Schicchera pizzaiolo due Moderna e pronto per il terzo vaccino. E no perché a me, te lo confesso, in un ristorante, oltre all’antipasto e al primo vorrei essere sicura di non prendere altro”.

E infine chiude con un consiglio rivolto ai ristoratori: “Di solito alla cassa avete 8mila foto con vip appesi alle pareti, potete mettere un cartello con scritto: noi qui abbiamo tutti il super green pass garantisce la direzione? Noi clienti così veniamo da voi più volentieri. Se no dovremmo fare noi clienti una bella foto con su stampata la nostra faccia e sotto la scritta: ‘io qui non voglio entrare'”.