di Manuela 16 Dicembre 2019
Supermercati Natale

Prosegue imperterrita la questione supermercati aperti a Natale: a Genova i sindacati danno battaglia. Tutto nasce dal fatto che alcune catene rimarranno aperte, altre no. Per esempio Mondo Coop rimane chiuso a Natale, tranne l’Ipercoop Mondovicino che si trova all’interno di un centro commerciale e che, per accordi sindacali presi, rimarrà aperto il 26 dicembre. Carrefour Express e alcuni Basko e Conad rimarranno aperti la mattina del 25 dicembre, mentre Coop, Ipercoop, Pam e il centro commerciale di Fiumara chiuderanno le serrande.

E i piccoli negozi? Quelli legati a prodotti alimentari freschi, fra cui anche il pane, rimarranno ovviamente aperti. Il tema delle aperture festive è sempre molto dibattuto: da una parte c’è chi sostiene che debbano rimanere aperti per una questione di interessi commerciali, altri che debbano rimanere chiusi per tutelare i lavoratori e permettere loro di festeggiare in famiglia. A questo punto, però, intervengono solitamente coloro che, volenti o nolenti, sono costretti a lavorare quei giorni: se loro lavorano, perché gli altri no? Esistono forse famiglie di serie A e serie B? Tutte queste posizioni vengono poi declinate in vario modo: sì al lavoro festivo, ma a patto di pagare di più chi quel giorno si sacrifica, sì se vengono assunte più persone e non vengono oberati di lavoro i dipendenti già presenti e via dicendo.

In particolare a Genova è Coop Liguria a sostenere il fronte dei supermercati chiusi nei giorni festivi. Il presidente Francesco Beradini ha spiegato di aver concordato con i sindacati un sistema premiativo per le aperture domenicali. Berardini ha ricordato che tutti i loro punti vendita saranno chiusi il 25 e 26 dicembre, salvo l’Ipercoop Mondovicino che rimarrà aperto il 26 dicembre perché si trova in un outlet. Tuttavia questa apertura è stata concordata con i sindacati, come tutto il programma di aperture e chiusura di Coop Liguria.

Il fatto è che il mercato vuole queste aperture festive perché le persone si sono abituate ad avere questo servizio. Per cambiare la situazione ci sarebbe bisogno di una vera e propria battaglia culturale, forte anche del fatto che le aperture festive e domenicali non alzano i fatturati, ma li spostano solamente.

Riccardo Serri, segretario regionale di Uiltucs, ha ricordato che a regolare il tutto ci sono le logiche delle aziende che vogliono massimizzare i profitti e questo incide sulle aperture h24 e su quelle domenicali/festive. Secondo Serri in quei giorni di esercizi commerciali dovrebbero essere chiusi perché tutti i lavoratori devono passare le feste con la propria famiglia. E se proprio bisogna lavorare, allora bisogna che queste persone siano retribuite molto di più di quanto sono pagate al momento perché si tratta di un sacrificio che non è paragonabile a quello di altre giornate.

Ma i lavoratori non possono fare niente? Certo, tecnicamente i dipendenti possono rifiutarsi di lavorare durante le festività, ma questo diritto nelle aziende piccole e non sindacalizzate mette a rischio il posto di lavoro, soprattutto nel settore del commercio. Aurelia Buzzo, segretario regionale Filcams Cgil, ha ricordato che si sta uscendo da un biennio duro per il commercio dove sono stati persi molti posti di lavoro. Tuttavia la crisi non deve diventare una comoda scusa per non parlare delle problematiche relative all’organizzazione del lavoro. Il fatto è che esistono forme di part time che in tempi di crisi come questa rendono i lavoratori con reddito basso più ricattabili.

Andrea Benveduti, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria, auspica che il governo torni ad interessarsi della questione: bisogna sì tutelare gli interessi commerciali, soprattutto quelli legati alle realtà economiche più deboli, ma anche i lavoratori che hanno diritto a una migliore qualità della vita.