di Valentina Dirindin 23 Aprile 2020
Carrefour market

Carrefour Italia rende nota la propria posizione ufficiale dopo l’annuncio della richiesta di cassa integrazione per oltre 4000 dipendenti del gruppo sparsi – fa sapere l’azienda – in 26 ipermercati sul territorio nazionale. Sarebbe utile capire quali sono, per comprendere meglio le motivazioni ed eventualmente contestualizzare i problemi dei singoli punti vendita, ma nel comunicato dell’azienda non è specificato.

“L’attivazione della CIGD si rende necessaria in ragione delle misure restrittive adottate dalle autorità competenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19: in particolare le chiusure dei centri commerciali, la riduzione degli orari di apertura e le chiusure domenicali e festive, i vincoli sulla vendita di articoli non food e sulla mobilità delle persone tra diversi comuni, hanno avuto e continuano ad avere effetti negativi sull’andamento economico di alcuni ipermercati”, fa sapere in una nota Carrefour Italia.
“L’impatto della riduzione oraria per i lavoratori coinvolti sarà in media di 1 o 2 giorni alla settimana ed è prevista l’attivazione della CIGD per un periodo massimo di 9 settimane o 13 settimane a seconda delle aree geografiche, che potrà essere ridotto qualora si modifichino le condizioni di contesto sopra citate, nella fase di graduale ritorno alla normalità.

L’azienda prevede di incontrarsi con le organizzazioni sindacali nei prossimi giorni con l’obiettivo di arrivare ad un accordo che tuteli al massimo i lavoratori coinvolti,andando a minimizzare l’impatto a livello salariale: in particolare l’azienda ha già dichiarato la propria disponibilità ad un’integrazione della CIGD e anche ad anticipare ratei della 13° e 14° mensilità, al fine di garantire una sostanziale equivalenza salariale ai collaboratori coinvolti.

Carrefour fino dall’inizio della crisi ha dimostrato di essere vicina ai propri collaboratori in prima linea, e vuole continuare a fare la propria parte anche in questa fase di mercato difficile per il formato ipermercati. A conferma di ciò, il ricorso a questa misura è arrivato successivamente rispetto ad altre insegne del settore”.