di Manuela 26 Marzo 2021
carte credito

In alcuni supermercati ora si potrà ottenere il Cashback di Stato anche con le carte fedeltà. Il Sole 24 Ore ha spiegato che nell’app Io ora si potranno registrare anche le tessere socio emesse da Esselunga, Conad e Coop, in modo così da aderire al programma dei rimborsi.

Finalmente fra i metodi di pagamento concessi per ottenere il Cashback di Stato ci saranno anche le carte dei supermercati: potrete così partecipare ai rimborsi del 10% sugli acquisti e al supercashback semestrale.

Attualmente le carte ammesse sono:

  • Carta Insieme Più Conad Card di Conad
  • Fidaty Oro di Esselunga
  • Spesa In della Unicoop Firenze

Queste carte si aggiungono dunque ai bancomat, alle carte di credito, debito, ai pagobancomat, alle prepagate, al bancoposta, alla postepay, alle app e al BancomatPay che già sono attivi. Le carte dei supermercati sono considerate alla stregua di carte di credito valide nei negozi di riferimento e danno diritto anche a punti fedeltà e svariati altri vantaggi.

Secondo Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia, il programma Cashback sta avendo sempre nuovi aderenti: si è passati ai quasi 6 milioni di utenti del periodo sperimentale di dicembre 2020 ai più di 8,5 milioni attuali. E se in precedenza erano 4 milioni gli utenti attivi, adesso sono 7 milioni. Aumentare il numero degli strumenti di pagamento registrati aiuta a portare avanti questo programma.

Tuttavia, a fronte di questi numeri che appaiono imponenti, è anche vero che questi 7 milioni di utenti attivi rappresentano solamente il 14% dei 50 milioni di maggiorenni in Italia, coloro che potrebbero in pratica utilizzare il cashback. Inoltre anche gli strumenti di pagamento registrati finora, ad esclusione di applicazioni come BancomatPay e Satispay, rappresentano solamente il 10% delle 115 milioni di carte di credito, debito o prepagate presenti in Italia.

Non è certo un caso che al Governo si stia discutendo se chiudere in anticipo questa iniziativa: in realtà dovrebbe andare avanti fino a metà 2022, ma in molti chiedono che le risorse dedicata ad essa vengano destinate ad altri scopi.

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