Guiness è uno dei marchi che sta guidando la ripresa dei conti del più grande produttore e distributore di superalcolici del mondo, Diageo: un colosso d 200 marchi distribuiti in 180 paesi, con un fatturato annuo che si aggira intorno 18 miliardi di euro. Tanto da aver portato a una scelta storica: l’inaugurazione di una nuova sede produttiva per la scura più amata del mondo, che andrà a supportare il leggendario birrificio di St. James’s Gate. Un investimento faraonico, tanto che i due stabilimenti saranno rispettivamente il primo e secondo più grande produttore di birra d’Irlanda.
Il nuovo stabilimento di Guinness

Si tratta di un nuovo stabilimento super tecnologico a Littleconnell, nella contea di Kildare, costato ben 300 milioni di euro: una posizione che non è una scelta casuale, visto che ci troviamo proprio nel luogo di nascita di Arthur Guinness. Dave Lewis, il capo di Diageo, ha spiegato con entusiasmo i motivi di questa espansione dicendo che “la domanda di Guinness e Guinness 0.0 è in forte aumento. Oggi Diageo è orgogliosa di svelare il nostro nuovo birrificio all’avanguardia a Littleconnell, parte del nostro investimento di 1 miliardo di euro in Irlanda. Ed è decisamente appropriato che si trovi nella contea di Kildare, il luogo di nascita di Arthur Guinness”.
All’inaugurazione c’era anche il Primo Ministro Micheál Martin, che ha salutato con entusiasmo il progetto: “è un potente voto di fiducia nell’Irlanda e nel nostro futuro come esportatore mondiale leader di cibo e bevande sostenibili. Questa struttura storica fa parte del quasi 1 miliardo di euro di investimenti di Diageo in Irlanda tra il 2020 e il 2029, sottolineando il ruolo centrale che l’Irlanda svolge all’interno della rete globale di produzione di birra dell’azienda e mettendo in risalto la forza del nostro settore agroalimentare e delle bevande sulla scena internazionale”.
Secondo il Taoiseach, puntare sul green è la strada giusta: “Scegliendo di investire su questa scala in Irlanda e di aprire la strada alla produzione di birra di prossima generazione a basse emissioni di carbonio, Diageo sostiene posti di lavoro qualificati, lo sviluppo regionale e la crescita delle esportazioni, aiutando al contempo l’Irlanda a far progredire le sue ambizioni climatiche attraverso l’innovazione”.
Per ora lo stabilimento si concentrerà su lager e ale come Rockshore, Harp e Smithwick’s, ma il futuro è già scritto. Diageo ha infatti intenzione di spendere altri 400 milioni di euro per costruire un secondo birrificio nello stesso sito, dedicato interamente alla Guinness e alla sua versione analcolica per i mercati esteri. Colin O’Brien, che si occupa della fornitura globale di birra per il gruppo, ha chiarito che “il nuovo birrificio sarà anche altamente automatizzato e altamente efficiente”.
Parlando di dove finiranno tutte queste pinte, ha precisato: “Continueremo a produrre Guinness per l’Irlanda, il Regno Unito e anche per il nostro grande mercato americano a St James’s Gate. Il birrificio qui sosterrà la crescita della Guinness nei nuovi mercati e nei mercati in via di sviluppo che abbiamo in tutto il mondo”.
Nonostante le sfide economiche, l’ottimismo non manca. O’Brien ha osservato: “Stiamo vedendo prestazioni fantastiche della Guinness sia in Nord America che across across i nostri altri mercati globali. Siamo davvero fiduciosi che con questo investimento potremo continuare a sostenere tale crescita”. E per quanto riguarda i costi per i consumatori, ha aggiunto: “Le tariffe sono un problema, ma ci stiamo lavorando e stiamo cercando di spingere le efficienze il meglio possibile attraverso un nuovo birrificio qui per ridurre al minimo l’impatto di ciò sui consumatori”.
Insomma, questa nuova sede è un tassello fondamentale per il futuro della birra sinonimo di stout, supportando la crescita dell’esportazione. Conclude O’Brien: “Littleconnell, insieme agli sviluppi a St James’s Gate, consentirà la crescita delle esportazioni totali di birra dall’Irlanda e ci aiuterà a rispettare gli impegni di sostenibilità Spirit of Progress di Diageo”.

