di Nunzia Clemente 12 Gennaio 2017

Ci sono storie che, nel bene o nel male, hanno rivoluzionato il modo di intendere un pasto. Ce la vogliamo mettere in questa categoria la storia di McDonald’s?

Comunque la pensiate, quando si parla di “americanizzazione” (con la K al posto della C per evidenziarne gli aspetti negativi) il simbolo è quello della “M” gialla, il logo più riconosciuto di sempre. L’hamburger di Roland, la mascotte dell’impero dei panini, è arrivato ovunque: Vietnam, Cina, Cuba e persino in Iraq, con ristoranti all’interno delle basi americane.

Si è poi adeguato ai tempi, col primo McDonald’s vegetariano in India, con McDonald’s Next, la versione futuribile e salutista, con le app per ordinare online, e con le colonnine per fare l’ordine senza passare dal personale, con tanto di servizio al tavolo.

A oggi, McDonald’s serve 19 milioni di clienti, in 119 Paesi del mondo. Cifre che fanno tremare i tavoli più dei polsi.

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Da oggi 12 gennaio, a riassumere e dare nuova forza al sogno americano formato hamburger, arriva The Founder, il film biografia (per essere precisi “biopic”) che racconta l’avventuroso percorso di Ray Kroc.

Interpretato da Michael Keaton, Kroc era un rappresentante di frullatori che, con l’idea fissa di aprire i punti vendita della sua catena alle famiglie e ai meno abbienti, ha cambiato le regole del business della ristorazione.

È stato lui negli anni 50, imbattutosi in un chiosco che vendeva hamburger a tempo di record a San Bernardino, nel bel mezzo del deserto sud-californiano, a intuirne per primo il potenziale.

Di lì a poco avrebbe fatto di tutto per mettersi in società con i proprietari, i fratelli irlandesi Richard e Maurice McDonald’s, trasformando la loro idea nell’impero internazionale del fast food come lo conosciamo oggi.

Una storia fatta di gloria e battute d’arresto. Di molte proteste, soprattutto da parte di chi (come noi) vede nella parabola di McDonald’s l’idea di profitto a tutti i costi con il trucco dei bassi costi.

Il primo caso di “branding” al mondo, una vera macchina da guerra con molte imperfezioni, dall’economia all’ambiente. Inevitabili, considerati l’assunto di partenza e le dimensioni monstre.

Come non ricordare nel 2004, il documentario Super Size Me di Morgan Spurlock, che aveva evidenziato gli effetti nefasti di una reiterata dieta da fast food.

LA STORIA

Richard e Maurice McDonald’s aprirono il loro primo chioschetto di hamburger a San Bernardino, in California, nel 1940. Nome completo, McDonald’s Bar B-Q.

Le cose non sembravano procedere male, almeno fino al 1954, data che segnò una svolta completa: il venditore di frullatori Ray Kroc, di passaggio al ristorante dei fratelli, ne annusò il potenziale.

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Ma chi era Ray Kroc? L’imprenditore geniale e con l’intuito, che ha avuto la fortuna di ritrovarsi in un’America dove tutto era possibile. Lo stesso signore che, secondo la rivista Time, merita di stare nella classifica dei cento uomini più influenti del Novecento.

Nel 1961 rilevò le quote di McDonald’s per una cifra astronomica, 2,7 milioni di dollari, per poi fondare il vero e proprio marchio McDonald’s, nel 1963.

A Kroc servirono soltanto 10 anni per completare ciò che aveva iniziato comprando il chiosco di caffè e hamburger: nel 1965 entrò trionfalmente alla Borsa di New York.

Di certo, la grande fama di McDonald’s è dovuta anche ad alcune trovate geniali che si sono tramandate, come la creazione nel 1962 del clown Roland, vestito da Willard Scott. Stando ai dati raccolti negli States, il 96% dei bambini americani conosce Roland McDonald’s. Più di quelli che conoscono Babbo Natale.

Altra spinta irrinunciabile al prestigio di McDonald’s fu l’invenzione del Big Mac, nel 1968, da poco ne abbiamo ricordato l’inventore, mancato alcune settimane fa.

I clienti cercavano panini più grandi, più gustosi, con più salsa. Perché non accontentarli?

Una mossa che ha permesso al panino ora più famoso del mondo di non uscire mai più dai menù McDonald’s di ogni Paese.

Behind the Scenes of THE FOUNDER

Il passaggio dagli States all’estero è stata la sua naturale evoluzione. Nel 1967, aprì il primo ristorante in Canada. Bisogna aspettare il 1971 prima che arrivi il primo ristorante McDonald’s in Europa, precisamente a Zaandam, in Olanda.

Il primo ristorante McDonald’s tutto italiano approdò nel 1985, a Bolzano: erano i decenni di Burghy, agli italiani serviva una forte spinta motivazionale per avvicinarsi al pagliaccio Roland. L’anno dopo fu inaugurato il punto vendita di Roma, a Piazza di Spagna. Nel 1997, erano già 100 i ristoranti McDonald’s in Italia, con pochissimi casi di chiusura.

Ma torniamo nel 2017.

COSE CHE FORSE NON SAPETE SU MCDONALD’S

15 – Un americano su 8 ha lavorato da McDonald’s

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Secondo Fast Food Nation, best seller sul lato oscuro delle tavole calde americane, 1 americano su 8 è stato dipendente McDonald’s almeno una volta nella vita.

14 – McDonald’s vende più di 75 hamburger al secondo

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13 – La Regina Elisabetta II possiede un McDonald’s accanto alla sua residenza di Windsor

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Sua maestà la Regina ha acquistato un parco a Slough, in Inghilterra, in cui si trovava già un ristorante McDonald’s. Pare che possa vederlo dalle finestre del suo castello.

12 – McDonald’s serve pasti a 68 milioni di persone al giorno

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Praticamente l’1% della popolazione mondiale mangia tutti i giorni in un ristorante McDonald’s.

11 – L’Università di McDonald’s esiste davvero

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Non è uno scherzo. Completa del Corso di “hambugerologìa”, ha sede a Chicago, in Illinois, e forma restaurant manager e proprietari di franchising. Dal 1961 ad oggi ha consegnato circa 80.000 diplomi.

10 – McDonald’s è il più grande distributore di giocattoli al mondo

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Altro che Toys “R” us. Gli Happy Meal costituiscono il 20% delle vendite totali di McDonald’s, e fare i conti è un attimo.

9 – McDonald’s è più ricco di qualsiasi Paese in via di sviluppo

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Fattura 27 miliardi di dollari l’anno, di cui i ristoranti costituiscono un 8,7 miliardi degli introiti. Possiede i numeri della 90esima economia del mondo.

8 – Le patatine di McDonald’s vendute negli USA contengono 19 ingredienti

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Ne abbiamo già parlato. Per fortuna le patate ci sono ma a queste si aggiungono:
— olio di colza
— olio di semi di soia
— olio di semi di soia idrogenato
— un ottimo aroma naturale di carne (definizione che sembra un ossimoro)
— grano idrolizzato
— latte idrolizzato
— acido citrico
— dimetilsilossano (un antischiumante)
— destrosio (zucchero)
— pirosfato acido di sodio
— sale…

e se ancora non bastasse continuiamo con altro olio di colza, olio di semi di mais, olio di colza, olio di semi di soia, olio di semi di soia idrogenato, terz-butil-idrochinone (una sorta di antiossidante), acido citrico, e infine ancora il dimetilsilossano, che malgrado il nome spaventoso è un additivo messo lì solo per evitare che l’olio schizzi.

7 – McDonald’s apre un nuovo ristorante ogni 15 ore

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A voler essere fiscali, uno ogni 14 h e 30′. Il che si traduce in 2 nuovi McDonald’s al giorno.

6 – McDonald’s non è la più grande catena di fast food al mondo

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Ebbene sì, il franchise Subway batte la grande M per numero di sedi sparse per il globo. Un po’ di numeri: Burger King possiede 14000 ristoranti, Wendy’s 6500, Taco Bell 6200, Arby’s 3400. McDonald’s ne ha 35000, più di tutte queste catene messe insieme.

5 – Ci vuole una mandria di 25 milioni di bovini l’anno per soddisfare la pancia di McDonald’s

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Serve 5 miliardi di hamburger di carne ogni anno. Cinque miliardi.

4 – Il logo di McDonald’s è più popolare e riconoscibile della croce Cristiana

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3 – McDonald’s vuole aprire più di 2000 nuovi ristoranti in Cina

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Circa 3 ristoranti al giorno, lungo tutto il 2017.

2 – La “M” di McDonald’s è ispirata alla struttura dei suoi ristoranti

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I primi punti vendita McDonald’s avevano una struttura con due grosse arcate laterali. Nel 1960, quando Ray Kroc rilevò l’azienda, il direttore creativo Jim Schindler prese spunto proprio dagli edifici per creare il nuovo logo giallo e rosso.

1 – L’Happy Meal non è un’invenzione di McDonald’s

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Bensì una trovata di marketing per imitare la catena Burger Chef, datata 1973. La promozione della concorrenza si chiamava “Treat of the Week” e prevedeva un giocattolo, diverso ogni settimana, solitamente in plastica .

[Crediti | Link: Dissapore, The Founder]