di Manuela 12 Febbraio 2020
mercato

A Torino gli ambulanti risentono sempre di più della crisi economica: sono numerosi i banchi che stanno chiudendo. Tuttavia c’è un settore che resiste di più: è quello relativo ai banchi dell’ortofrutta. Il problema è semplice: la crisi economica ha colpito tutti, mancano i clienti e manca l’offerta. Per questo motivo aumentano le postazioni che rimangono vuote.

Attualmente a Torino resistono solo due mercati storici: quello di Santa Rita e quello di piazza Benefica. Tutti gli altri si stanno riducendo di dimensioni fino a scomparire. Al di là dei giorni di maltempo in cui i banchi non vengono allestiti, anche nelle altre giornate, in realtà, il numero di bancarelle è ridotto al minimo storico.

Il mercato di piazza Bengasi? Da quando è stato spostato come location a causa del cantiere della metro ha perso sempre più bancarelle. Il mercato di Corso Svizzera? Anche lui sta perdendo banchi in ogni settore merceologico. Il mercato di piazza Barcellona? Ridotto ormai a venti banchi. Il mercato di Corso Brunelleschi? La sfida con Mercatò è aperta, anche se, grazie a un accordo con la catena della GDO, ci sarà un ingresso anche dal lato del mercato, con disponibilità di parcheggio per tutti.

I numeri parlano chiaro: fra il 2010 e il 2016 si contavano a Torino circa 11mila ambulanti, mentre nel 2018 si era scesi a poco più di 9mila. E adesso? Siamo arrivati a 5mila ambulanti, per un totale di 7mila lavoratori contando anche chi ha solo la licenza. Nei 42 mercati rionali e negli 11 mercati dei contadini si contano 3.400 postazioni fisse.

Giancarlo Nardozzi, presidente del Goia (associazione del commercio ambulante e della micro impresa) ha spiegato che riescono a resistere solamente le attività che hanno una propria identità, intesa anche come offerta merceologica. Tuttavia, anche se queste attività resistono, non vuol dire che vadano bene, anzi. L’unico settore che sembra ancora galleggiare e resistere è quello dell’ortofrutta.

Secondo Alessandro Munari (Fiba Confcommercio), non sono solamente gli spostamenti dei mercati il problema: a pesare tanto sugli ambulanti è la tassazione. Nardozzi ha poi aggiunto che ci sono molti ambulanti che rinunciano alla postazione fissa a causa dei costi troppo elevanti, ma hanno conservato la licenza: in pratica lavorano solo quando sono sicuri di avere un minimo ritorno economico. In effetti, tranne che a Santa Rita, negli altri mercati ormai non si contano più i posti non assegnati.

Ed è Munari a fornire gli ultimi dati: sempre parlando del settore dell’ortofrutta, nel 2018 sono state eliminate 80 postazioni.