La Nuvola: nuova sede per Lavazza a Torino

Con un investimento da 120 milioni di euro è stato appena inaugurato il quartier generale di Lavazza per circa 600 dipendenti, che recupera e valorizza l’area dismessa dell’ex centrale elettrica nel quartiere Aurora, a Torino.

L’azienda famosa nel mondo per il caffè ha trasformato un intero isolato, ribattezzato Nuvola per il sinuoso aspetto esterno del complesso, la cui altezza varia sui diversi lati in relazione agli edifici circostanti.

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La nuova sede, che conferma la volontà di Lavazza di restare italiana e torinese, si trova a poca distanza dal polo industriale di strada Settimo, che ospita uno tra i più grandi impianti al mondo per la produzione del caffè, e l’Innovation Center, dove l’azienda si occupa di ricerca e innovazione.

Il progetto è esteso per trentamila metri quadrati di superfici e porta la firma dell’architetto Cino Zucchi, le cui scelte estetiche hanno causato qualche discussione.

Oltre agli uffici comprende un ristorante d’autore –Condividere by Lavazza– che aprirà il prossimo 8 giugno con un format ideato da Ferran Adrià, uno degli chef più noti del mondo, l’ambientazione curata dallo scenografo Dante Ferretti e la cucina dello chef Federico Zanasi, una mensa aziendale-bistrot aperta a tutti, oltre a un museo sul caffè e sulla storia di Lavazza nel mondo della comunicazione.

Una tazzina di caffè interattiva, un ricco impianto multimediale e i testi scritti dalla Scuola Holden, con la supervisione di Alessandro Baricco, accompagneranno i visitatori

Al centro dell’isolato, lato via Ancona, a poca distanza da via San Tommaso 10, dove nel 1895 si trovava la drogheria in cui Luigi Lavazza ha iniziato l’avventura imprenditoriale, c’è la nuova piazza verde. Intorno vetrate alternate a pannelli metallici e vetri trattati con serigrafie decorative.

Durante i lavori di costruzione, sotto la Nuvola, sono stati portati alla luce i resti di una basilica paleocristiana del IV-V secolo d.C., un’area di circa 1.600 metri quadrati.

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Passanti e visitatori potranno vedere i reperti archeologici attraverso una copertura apposita e una vetrata di protezione.

[Crediti | Repubblica Torino]

Anna Silveri

12 aprile 2018

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