Il Salone del Vino di Torino si prepara a inaugurare la sua quarta edizione, che si terrà dal 28 febbraio al 2 marzo 2026 presso gli spazi delle OGR Torino, e ad animarlo ci sarà anche Dissapore come media partner: sottesa dal filo conduttore “degustare è scoprire”, la manifestazione si propone come la più grande cantina aperta del Piemonte, offrendo un programma che coinvolge oltre cinquecento cantine e più di cinquanta masterclass gratuite per raccontare l’unicità del patrimonio vitivinicolo regionale.
La missione dell’evento è valorizzare il vino come espressione culturale, economica e sociale di un territorio unico, mettendo in dialogo le grandi tradizioni con le nuove tendenze e le innovazioni del settore.
La quarta edizione del Salone del Vino di Torino

Il direttore del Salone, Patrizio Anisio, sottolinea l’importanza di questo approccio affermando che «Raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte è un percorso di crescita culturale unico: ad ogni edizione scopriamo nuovi vini, tradizioni che vengono rinnovate, nuove cantine giovani e dinamiche ma soprattutto vediamo come il pubblico è sempre alla ricerca di esperienze immersive, con una curiosità vivace, fluida e sempre più attenta alla sostenibilità».
Una visione a cui si affianca il sostegno della Camera di commercio di Torino, il cui presidente Massimiliano Cipolletta dichiara che «Anche quest’anno sosteniamo con convinzione il Salone del Vino che ha la forza di far dialogare diverse anime e che da anni favorisce la diffusione e valorizzazione dei vini torinesi e piemontesi». L’evento è organizzato da KLUG APS e conta su un’ampia rete di partner istituzionali, tra cui il patrocinio e il sostegno di Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Turismo Torino e Provincia e Città Metropolitana di Torino.
Domenico Carretta, assessore ai Grandi eventi della Città di Torino, rimarca il valore della kermesse spiegando che «Il Salone del Vino si conferma un appuntamento centrale nel calendario dei grandi eventi della nostra città, capace di trasformare Torino in una vera e propria capitale del vino». Dal punto di vista della promozione economica e agricola, l’assessore regionale Paolo Bongioanni osserva che «Oggi il vino piemontese è chiamato a due grandi sfide da condurre simultaneamente. La prima è andare con decisione alla conquista di nuovi mercati… La seconda è impegnarci con la promozione e la narrazione per riconquistare le giovani generazioni».
Ad anticipare l’apertura ufficiale della manifestazione sarà il ricco calendario di Aspettando il Salone del Vino, che prenderà il via il 27 gennaio e proseguirà per tutto il mese di febbraio. Questo palinsesto diffuso prevede oltre cinquanta appuntamenti tra cene tematiche, degustazioni e incontri speciali che coinvolgeranno l’intera città di Torino e il territorio regionale, culminando nella settimana clou dell’evento. Tra gli appuntamenti di rilievo si segnalano la Notte dei Vini di Cantine d’Italia e la tradizionale Notte Rossa Barbera, che celebra la cultura delle piole piemontesi in chiave moderna.
La manifestazione include collaborazioni fondamentali come quella con il Distretto del Cibo del Canavese e della Collina Torinese, rappresentato dalla consigliera metropolitana Sonia Cambursano, la quale dichiara che «Racconteremo un territorio in cui il cibo e il vino non sono solo produzione, ma paesaggio, cultura e identità». Oltre al weekend dedicato al grande pubblico, il lunedì sarà riservato agli operatori professionali, con la partecipazione di circa duemila esperti e buyer internazionali provenienti da Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Regno Unito e Repubblica Ceca, grazie al supporto di Unioncamere Piemonte.
La narrazione dell’evento è arricchita da dieci talk realizzati con Dissapore, che figura anche tra i media partner insieme a Mentelocale, Wineloversitaly, Spiriti in Cantina, Mescita.it e Tellmewine.italy. L’area gastronomica è curata in collaborazione con i Maestri del Gusto di Torino e Provincia, mentre il supporto ai visitatori è garantito dai volontari di Gxt e Senior Civico e da realtà come Fondazione CRT, Amiat e il Gruppo Iren. Infine, la veste grafica è stata affidata all’illustratore Jacopo Rosati, mentre la mobilità sicura per i partecipanti è assicurata dalle convenzioni con GTT e WE TAXI.

