Trento: sequestrate 3 tonnellate di alimenti per violazione delle norme igienico-sanitarie

A Trento sono state sequestrate 3 tonnellate di alimenti in dieci negozi per violazione delle norme igienico-sanitarie. Ecco cosa è successo.

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A Trento maxi sequestro della Guardia di Finanza: durante una serie di controlli mirati, sono state sequestrate 3 tonnellate di alimenti da dieci esercizi commerciali per violazione delle norme igienico-sanitarie.

Tutto è accaduto lunedì 21 giugno: i militari della Compagnia di Trento hanno eseguito dei controlli contemporanei in dieci attività. Questo è avvenuto dopo che, nei giorni precedenti, avevano notato che gli addetti al trasporto ei cibi, insieme ai titolari dei negozi, lasciavano gli alimenti consegnati ancora sigillati vicino alle attività, ma negli orari di chiusura, senza adottare precauzioni igieniche. Gli alimenti venivano poi recuperati in un secondo momento.

Tuttavia, secondo gli investigatori, tale consuetudine era pericolosa e metteva a rischio l’integrità del prodotto. Così il 21 giugno sono partiti i controlli veri e propri. Grazie anche alla collaborazione dell’Apss di Trento, si è scoperto che per alcuni prodotti veniva interrotta l’obbligatoria catena del freddo.

Inoltre venivano anche riscontrati problemi per quanto riguardava la sicurezza e l’igiene dei prodotti. La Guardia di Finanza, infatti, aveva trovato depositati sui marciapiedi vicino ai negozi surgelati, latte, carne, formaggi, pasta fresca, frutta, verdura, pane e yogurt, per un totale di più di 3 tonnellate. Per quanto riguarda il valore economico, si parla di quasi 30mila euro.

Per molti di questi alimenti, la temperatura di conservazione richiesta non deve essere superiore ai quattro gradi. Solo che, in questo caso, le temperature erano decisamente superiori: si parla di 22 gradi (per molti prodotti surgelati era stata interrotta la catena del freddo). Inoltre in alcune casse di pane erano presenti insetti e formiche.

Alla luce di questi fatti si è disposto per il sequestro della merce con richiesta di distruzione: gli ispettori sanitari, infatti, hanno stabilito che ormai gli alimenti non fossero più idonei al consumo umano.

Nel frattempo sia i responsabili dei punti vendita che i trasportatori sono stati denunciati per il reato di Cattivo Stato di Conservazione degli alimenti (la pena va da multe dai 309 a 30.987 euro, fino all’arresto per un anno).

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