Un’università americana invita a mangiare la carne anche quando è diventata marrone e, ci dispiace dirlo, forse non ha tutti i torti. Il tema è sempre lo stesso, quello che abbiamo affrontato qualche giorno fa e con cui tutto il mondo si trova a fare i conti: le date di scadenza, che spesso sono eccessivamente prudenti e portano a un aumento spropositato dello spreco di cibo.
Se ne stanno accorgendo soprattutto negli Stati Uniti, dove, dicono i ricercatori dell’Università di Auburn, “l’americano medio spreca più di 1.000 libbre di cibo all’anno”. E allora? Allora insegniamogli che possono mangiare il cibo anche quando è scaduto, talvolta, e perfino la carne quando ha cambiato un po’ colore, diventando un po’ marrone.
Lo studio universitario
“Questa ricerca è molto più significativa di una discussione sullo scolorimento della carne o sulla durata di conservazione”, ha dichiarato a Fox News Digital Darin Detweiler, esperto di politiche di sicurezza alimentare e professore presso il College of Professional Studies della Northeastern University.
Insomma, qui non si tratta di dire fino a quando si può mangiare con sicurezza la carne, si tratta di mettere in discussione un sistema culturale che butta via troppo, e troppo presto. Certo, questo viene più facile (e generalmente anche più sicuro per la salute) quando il prodotto che è scaduto non è di origine animale, ma secondo l’università di Auburn ci sono margini di miglioramento anche su quello.
La data di scadenza per la carne è in genere di quattro giorni dalla data di confezionamento, si legge nel comunicato stampa che racconta la ricerca. Una scadenza che, dicono i ricercatori, si basa sul momento in cui la carne bovina inizia a perdere il suo colore rosa brillante, più che sul momento in cui diventa pericolosa da mangiare.
“Se un consumatore nota che al terzo giorno la carne è marrone e si avvicina alla data di scadenza, potrebbe pensare che sia andata a male, ma in realtà si tratta solo di un deterioramento della qualità”, ha affermato Isabella Gafanha, studentessa di master all’Università di Auburn che ha partecipato alla ricerca . “È ancora perfettamente commestibile.”
I ricercatori intendono proseguire il loro lavoro per creare date di scadenza più accurate, riducendo al contempo la quantità di carne che viene inutilmente scartata ogni anno.
Le implicazioni economiche della ricerca sono “enormi”, ha affermato Detweiler. E non parliamo solo di quelle antispreco. “Se la modellazione microbiologica predittiva consentisse di prolungare in sicurezza la durata di conservazione anche solo di uno o due giorni, l’impatto cumulativo sull’intero settore della carne bovina potrebbe rappresentare centinaia di milioni di dollari di valore recuperato ogni anno”, ha affermato Detweiler.