USA: Costco finisce in tribunale per pubblicità ingannevole sul tonno in scatola

Andiamo negli USA perché la catena Costco è finita (di nuovo) in tribunale con l'accusa di pubblicità ingannevole per il suo tonno in scatola.

Kirkland tonno

A quanto pare negli USA la catena Costco è finita di nuovi in guai legali. Dopo aver dovuto affrontare accuse collegate alla vendita di pesce infestato da parassiti, quelle di violazione delle leggi sul benessere degli animali d’allevamento e anche quelle relative all’aver spiato i suoi clienti online, adesso Costco è dovuta tornare in tribunale a causa di accuse relative a pubblicità ingannevole da parte del suo tonno in scatola.

Costco e la pubblicità ingannevole del tonno in scatola

Tonno Kirkland

Martedì scorso Costco si è vista respingere dal giudice federale la richiesta di archiviazione dell’azione legale collettiva che lo accusava di pubblicità ingannevole. Il casus belli riguarda il tonno in scatola Kirkland Signature White Albacore In Water a marchio Costco, prodotto etichettato e reclamizzato come “sicuro per i delfini” (cosa resa maggiormente evidente anche dai disegni di pinne di delfino sulle confezioni). Una confesione da 8 lattine è venduta di solito a circa 15 dollari.

Solo che la class action sostiene che l’etichettatura di Costco “inganni milioni di consumatori” in quanto “la triste realtà è che i tonni vengono catturati utilizzando metodi di pesca che feriscono gravemente e uccidono migliaia di delfini e altra fauna marina ogni anno”.

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La causa ha spiegato che Costco ha stretto un accordo con Bumble Bee Foods nel 2002 in modo da essere rifornita di tonno per i suoi prodotti a marchio Kirklandl.

Solo che Bumble Bee sul suo sito ha ammesso apertamente di utilizzare pratiche di pesca che sfruttano un attrezzo noto come palamito o palangaro, metodo che di solito finisce con l’intrappolare anche altre forme marine oltre ai tonni, fra cui proprio i delfini.

La stessa Bumble Bee e altri famosi marchi di tonno in scatola come Chicken of the Sea e StarKist hanno già dovuto affrontare azioni legali simili, sempre collegate alla dicitura “sicuro per i delfini” apposta sulle etichette dei loro prodotti.

Gli avvocati di Costco hanno provato a convincere il giudice ad archiviare il caso, sostenendo che, oltre alla presenza del logo “dolphin free”, non fa nessuna promessa specifica in merito alle pratiche di pesca. Inoltre Costco sostiene che la causa si limiti a fare speculazione.

Solo che il giudice distrettuale William Orrick ha ritenuto le accuse abbastanza plausibili e ha fatto così procedere la causa. Secondo il giudice è importante che l’affermazione “dolphin free” sia veritiera in quanto, la maggior parte dei consumatori, tende a scegliere prodotti etichettati come sicuri per i delfini quando può.