di Marco Locatelli 14 Aprile 2020

Cambiano sensibilmente le abitudini degli americani, il popolo per definizione più legato al concetto di consumismo e che, durante il lockdown, è chiamato a rivedere le sue priorità optando più per il cibo in scatola che per lo shopping online.

Il New York Times ha fatto un’indagine partendo dai dati forniti da Earnest Resarch e relativi alle transazioni degli americani sulle loro carte di debito e crediti. È stato analizzato un campione di 6 milioni di persone, per un periodo che va dal 21 gennaio 2020 (primo caso di coronavirus in USA) al primo di aprile.

Se da una parte si nota una certa crescita degli acquisti alimentari (ecco in Italia i migliori e-shop dove fare la spesa online), in tutti gli altri settori è stata registrata una forte decrescita. Ovviamente i numeri peggiori sono stati rilevati nei viaggi in aereo e crociere (-85%), subito dopo abbigliamento, occhiali e sport (-55%). Nonostante si potesse pensare il contrario, anche il settore dell’intrattenimento non è immune alla quarantena e, ad eccezione dei colossi come Netflix o Nintendo, si registra un calo generale del 25% nell’acquisto di abbonamenti a piattaforme streaming, videogiochi, film o libri.

Anche i ristoranti -25%, ma solo grazie al servizio di consegna a domicilio che riescono ad evitare una percentuale molto superiore. È chiaro che (in USA come anche negli altri Paesi del mondo) i settori in cui, oggi, vengono spesi i soldi dei cittadini determineranno dove la crisi si sentirà meno e quindi verranno salvati più posti di lavoro.

Fa davvero impressione come – sebbene il gigante Amazon abbia avuto importanti picchi di traffico e acquisti durante questa emergenza – in generale gli americani siano sempre meno disposti a fare dello shopping online. Indicativo in questo senso il -25% per l’abbigliamento e il -70% per abbigliamento sportivo.