di Manuela 17 Giugno 2020
vino

L’Università degli Studi di Verona non ha dubbi: durante il lockdown i due terzi degli italiani hanno diminuito il consumo di vino. I dati sono stati divulgati durante il webinar “Banche, fondi e garanzie. Vino, diamogli redito – Mercati in trasformazione ed effetti economico-finanziari sui bilanci delle imprese vitivinicole” presentato da Davide Gaerta del dipartimento di Economia aziendale dell’Università.

L’indagine è stata realizzata grazie alla collaborazione con l’Associazione Europea degli economisti del Vino di Jean Marie Cardebat. In pratica sono stati analizzati i consumi di vino durante il lockdown in otto paesi europei.

Parlando dei soli dati italiani, si è così visto che i due terzi delle persone intervistate (in totale 1146) hanno dichiarato di aver diminuito il consumo di vino durante la quarantena. Traslando il tutto sul piano economico, questo vuol dire una stima delle perdite causata dalla riduzione dei consumi di vino nel periodo che va da marzo 2020 a maggio 2020 di circa 2 miliardi di euro, pari a un 20% di ricavi che non riusciranno a essere recuperati quest’anno.

Inoltre è anche stato rivelato che gli acquisti online hanno superato quelli in negozio e in cantina, nonostante questi si siano attrezzati per il delivery. Queste le percentuali:

  • acquisti online: 15,5%
  • acquisti in cantina: 14,3%
  • acquisti in negozio: 10,5%

I dati curiosamente contrastano un po’ con quanto ci è stato detto finora. Secondo i dati di Vinitaly e Iri, riferiti al periodo fra gennaio e metà aprile, il consumo di vino nella GDO ha segnato un +7,9% e non un riduzione, con gli italiani che hanno comprato più vino nella GDO per fare scorta. Chi ha ragione, dunque?