di Manuela 10 Agosto 2020
vendemmia

Torniamo a parlare di vino: è partita la vendemmia 2020: in Italia si stima una produzione di vino pari a 45 milioni di ettolitri, con un calo del 4% circa rispetto al 2019. Tale contrazione è legata all’emergenza Coronavirus la quale non ha provocato solamente un calo produttivo, ma anche una netta riduzione dell’export (complici, fra l’altro, anche i dazi USA).

Per quanto riguarda l’export, i dati sono i peggiori degli ultimi 30 anni. Tutta colpa del blocco della ristorazione in Italia e nel mondo causato dall’epidemia da Covid-19. A dirlo sono i dati Istat divulgati da Coldiretti. E pensare che lo scorso anno era stato registrato il record di 6,4 miliardi per quanto riguarda le esportazioni del vino italiano.

Per quanto riguarda la vendemmia di quest’anno, le prime uve ad essere state raccolte sono state le Chardonnay, quelle usate per produrre lo spumante: qui la sfida è con la Francia visto che qui si stima una produzione fra 44,7 e 45,7 milioni di ettolitri. Un po’ più indietro, invece, le stime della Spagna con 43-44 milioni di ettolitri. Dopo le uve Pinot e Chardonnay, poi toccherà a settembre e ottobre alle uve rosse Sangiovese, Nebbiolo e Montepulciano. Infine a novembre ci saranno le uve Nerello e di Aglianico.

Un altro problema che dovrà affrontare questa vendemmia 2020 è la carenza di manodopera: le misure di sicurezza anti Coronavirus hanno bloccato l’afflusso di lavoratori dall’estero, per cui manca manodopera.

A fronte di tutto ciò, Coldiretti prevede comunque un’annata di buona-ottima qualità per l’Italia, ma tutto dipenderà dai prossimi mesi (e anche dal clima: le gelate e le grandinate non hanno certo aiutato).