di Marco Locatelli 25 Aprile 2020
vino

Anche se il lockdown ha frenato fortemente i consumi di vino, “tutto tornerà come prima”, già nella fase 2. È quanto fotografa l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor nella sua prima indagine focalizzata sugli effetti del coronavirus e il post-covid sul mercato vinicolo.

I consumatori italiani di vino, che sono l’85% della popolazione, secondo il report non dimenticheranno le proprie abitudini nella seconda fase, ovviamente il tutto compatibilmente con le disponibilità economiche (che potrebbero essere diverse per tanti italiani dopo questi due mesi di quarantena).

Quindi, stando all’indagine firmata Vinitaly, il dopo-covid sarà come prima per almeno l’80% dei consumatori, e c’è persino la possibilità che ci sia un nuovo target all’orizzonte: quello dei millenials, che potrebbero incrementare il loro consumo di vino, in particolare quelli mixati.

“Se poco sembra modificarsi nelle abitudini al consumo – fa sapere il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani – le imprese del vino sono invece chiamate a profondi cambiamenti, alle prese con la necessità di reagire alle tensioni finanziarie e allo stesso tempo di difendersi dalle speculazioni. Il mercato e i suoi nuovi canali di riferimento saranno le principali cure per un settore che oggi necessita di un outlook straordinario sulla congiuntura e di un partner in grado di fornire nuovi orizzonti e soluzioni”.