Vino: Pernod Ricard acquisisce una maggioranza di Château Sainte Marguerite

Pernod Ricard ha acquisito una quota di maggioranza di Château Sainte Marguerite, e si prepara ad affrontare il 2023 con grande ottimismo.

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Parola d’ordine crescita: così potremmo riassumere il 2022 di Penord Ricard, multinazionale di quel d’Oltralpe celebre per essere il secondo più grande venditore al mondo di vino e liquori. Pensiamo, in questo senso, sia al più recente report sull’andamento delle vendite, che segnala un aumento su base annua del 22% (segnale, questo, che evidentemente nel mondo c’è un bisogno sempre più forte di farsi un bicchierino a fine giornata – una tendenza che, francamente, non ce la sentiamo proprio di biasimare) foriero di uno spiccato (e in un certo senso inaspettato, se consideriamo l’inflazione galoppante) ottimismo per il futuro; o alla recente acquisizione della maggioranza di Codico 1530 Tequila. Un percorso di crescita, per l’appunto, che è culminato con una nuova collaborazione con Château Sainte Marguerite – ciliegina sulla torta a decorare un anno ormai giunto al suo termine.

Pernod Ricard e Château Sainte Marguerite: i dettagli dell’accordo

Pernod Ricard

A onore del vero il colosso degli alcolici aveva raggiunto un accordo per l’acquisizione della quota di maggioranza di Château Sainte Marguerite nell’ormai lontano marzo, con la transazione che è stata poi gradualmente completata nei mesi a venire. Di proprietà della famiglia Fayard dal 1977, la tenuta provenzale ha ricevuto la designazione di cru classé nel 1955 ed è oggi una delle 18 cru classé della Côtes de Provence. Sainte Marguerite è nota per il suo rosé premium, ottenuto da una miscela di Grenache e Cinsault: a oggi i vigneti di proprietà coprono circa 200 ettari nella Côtes-de-Provence.

La mossa di Pernod Ricard, in questo senso, è naturalmente sintomo di una strategia volta ad accrescere la propria divisione di vini premium: stando a quanto lasciato trapelare dagli accordi commerciali le operazioni saranno guidate da Olivier Fayard, mentre il vicedirettore generale Cyril Claquin supervisionerà l’integrazione nel portafoglio del colosso francese.

Jean-Pierre Fayard, il patriarca della famiglia che possiede Château Sainte Marguerite, ha commentato l’accordo definendolo “una pietra miliare nello sviluppo” del marchio, citando in particolare “l’esperienza di Pernod Ricard” e la “sua incredibile rete di distribuzione”.

Come abbiamo brevemente accennato in apertura, Pernod Ricard ha intenzione di affrontare il futuro con un approccio solidamente ottimista: il colosso delle bevande alcoliche è convinto che il sopracitato aumento delle vendite registrato nelle prime battute dell’anno in corso andrà a continuare anche per tutta la durata del prossimo anno, il 2023, grazie al sempre più progressivo allentamento delle norme al Covid, ormai un lontano ricordo, e al rimbalzo del settore del travel retail a livello globale.