di Anna Silveri 23 Febbraio 2019
Wolfgat; piatto

Di premi ai ristoranti, lustrini e paillette, soliti noti o chef di alto profilo inaccessibili al grande pubblico ne avete abbastanza? Non fate gli snob e preparatevi a sapere tutto del nuovo miglior ristorante del mondo, Wolfgat, che è riuscito a prevalere nella prima edizione dei World Restaurant Awards, il premio organizzato a Parigi dal direttore creativo Joe Warwick, già co-fondatore del World’s 50 Best Restaurants (la classifica che ha invece eletto come miglior ristorante del mondo l’Osteria Francescana di Modena), assieme all’italiano Andrea Petrini, creatore del roadshow gastronomico “Gelinaz!”.

Se Wolfgat, ristorante di Paternoster, in un villaggio di pescatori su una piccola isola al largo del Sudafrica, è un locale unico al mondo, nonostante abbia aperto appena un paio di anni fa, si deve in primo luogo alle dimensioni. Contenute, per lo meno, vista l’impossibilità di accogliere oltre venti ospiti per volta.

Contenuti anche i prezzi, per un ristorante così importante. I pochi fortunati che trovano posto possono scegliere tra menu degustazione da sette portate che costano l’equivalente di 50 euro a persona.

I piatti più richiesti eseguiti dallo chef, l’ex food blogger Bearded Van der Merwe, sono alghe nori in doppia cottura, pesce angelo in salsa sambal e masala, ostriche e verdure di mare raccolte a pochi metri dalla veranda sul mare.

L’approccio sostenibile della cucina a chilometro zero è il punto di forza del ristorante. Ogni giorno gli ingredienti vengono raccolti e pescati direttamente sulla selvaggia costa dell’Atlantico intorno all’isola, mentre il pane e il burro sono fatti in casa.

Del resto, le scelte minimaliste di Van der Merwe portano lo chef a interferire il meno possibile con gli ingredienti, come le splendide erbe aromatiche raccolte in mare, mantenuti fin quando si riesce grezzi e non trattati.

La cucina semplificata, oltre al diverso rapporto con la terra, il mare e con ciò che producono, ha consentito a Van der Merwe di essere annoverato tra i protagonisti dell’alta cucina, a soli 38 anni. Niente male per uno che ha imparato a cucinare a 30 anni suonati.

[Crediti | Al Jazeera]