di Giorgia Cannarella 29 Maggio 2013
alajmo

Delle poco felici dichiarazioni di Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali, sulla cucina italiana (“In Italia si è smesso da tempo di mangiare bene, purtroppo”) vi abbiamo già dato conto.

Del tardivo e altrettanto infausto tentativo di salvarsi in corner (“Come forse la maggior parte degli italiani, tra quattro fagiolini che circondano un minuscolo pezzettino di carne e un piatto di pappardelle al sugo di lepre, preferisco la seconda opzione”), anche.

Sul settimanale Panorama gli chef italiani avevano già risposto per le rime al Sottosegretario.

Ora i fratelli Alajmo, che gestiscono alcuni dei migliori ristoranti italiani tra cui Le Calandre a Sarmeola di Rubano e il Quadri a Venezia, rincarano la dose con una lettera aperta in cui chiedono al presidente del Consiglio di rimuovere la Borletti Buitoni dall’incarico.

“Leggo incredulo la dichiarazione fatta dal Sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua in Buitoni al settimanale PanoramaRitengo che tale dichiarazione fatta da chi ci dovrebbe rappresentare sia la dimostrazione che sia la persona sbagliata nel posto sbagliato.

La cultura é il bene più prezioso del nostro Paese e la cucina italiana ne è parte oltre ad essere una delle motivazioni principali per la scelta di un viaggio in Italia. Il turismo in Italia è la risorsa principale del Paese, l’unica che se ben supportata può creare posti di lavoro perché non automatizzabile e non industrializzabile.

In un periodo storico come quello attuale, farci rappresentare da una persona che non ha la benché minima idea di quanto i ristoratori italiani in Italia e nel mondo facciano da ambasciatori per il Paese e per i nostri prodotti è inaccettabile.

Una presa di posizione, netta e chiara verso il Sottosegretario sarebbe un esempio di quanto l’Italia sia unita almeno a tavola”.

Esageratamente combattivi i fratelli Alajmo o le loro sono dichiarazioni ampiamente condivisibili?

Non so voi, ma io propendo per la seconda.
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