di Giorgia Cannarella 30 Maggio 2013
bar, gatti

Gattari di tutto il mondo, unitevi: arrivano i bar fatto apposta per voi.

La moda dei bar di gatti è nata a Taiwan nel 1998, e si è diffusa molto rapidamente al Giappone. In terre nipponiche molti condomini proibiscono di tenere animali domestici, e chi ha voglia di due coccole pelose deve rivolgersi ai neko caffè (bar dei gatti, appunto) che ormai sono più di 100. Come funziona un bar dei gatti? Come un bar qualunque: la sola differenza è che ci sono creature pelose (di solito massimo una decina) che scorrazzano liberamente per il locale, pronte a saltarvi in braccio, prendersi le vostre coccole e via dicendo. L’unico bar dei gatti europeo finora si trovava a Vienna, ma ad agosto anche a Parigi arriverà un cafè des chats.

Ad aprirlo, nel quartiere Marais, è Margaux Gandelon, 26enne amante (supponiamo) dei gatti che tramite il sito di crowdfunding Indiegogo ha trovato i 40.000 euro necessari ad aprire il locale. Se ci sono tra voi animalisti pronti a gridare allo scandalo e allo sfruttamento coatto di felino, ricredetevi. Gli animali saranno presi dalla Società per la protezione degli animali, e Margaux assicura che, per non provocare loro dei traumi, sceglieranno solo “quelli che sembrano più socievoli. Resteremo aperti tutti i giorni, per non sconvolgere la routine degli animali”. I gatti, inoltre, verranno puliti e visitati da un veterinario una volta alla settimana. Chicca aggiuntiva: i mici saranno tutti adottabili.

[Lettera 43]