di Andrea Soban 30 Luglio 2013
Chupiti flambé

Può esistere qualcosa più rovente di Caronte? Pare di sì. Pare che la corrente di aria calda proveniente dal Nord Africa sia una sciocchezza se paragonata agli ustionanti cocktail dell’estate, cari alla movida torinesi: i famigerati chupiti flambé.

La definizione modaiola nasconde mini drink alcolici la cui decorazione (di solito frutta con zucchero di canna e alcol puro) viene incendiata per essere caramellizata.

Altra possibilità è che a bruciare sviluppando fiamme scenografiche da spegnere come fossero candeline su una torta di compleanno, sia lo stesso contenuto del cocktail.

A fare le spese della nuova moda è stato Mattia P., finito all’ospedale con profonde ustioni di secondo grado in bocca, sul collo, sul petto e sulle braccia.

Tutta colpa dello ‘Psycho Killer’ al succo di fragola e Baileys (variante del più famoso cocktail B52’s), che il ventenne ha tentato di bere venerdì scorso al Caffè Verdi di Torino, prima che la sua maglietta prendesse fuoco. L’intervento del proprietario del locale ha evitato guai peggiori.

E così i chupiti flambé sono passati direttamente dal bancone del Caffè Verdi alla scrivania del procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, che ha aperto un’inchiesta.
[La Stampa]