di Massimo Bernardi 4 Luglio 2012
astici, crostacei, mamma latina, cala di volpe

Non siete così tonni da credere a tutto, lo so, e raccontarsela per raccontarsela preferirei altre barzellette, chessò il bosone di Higgs. Ma credetemi, quel che state per leggere è insopportabilmente vero.

Al ristorante Mama Latina di Cala di Volpe, in Costa Smeralda, una coppia di turisti tedeschi alle prese con una comune cena di pesce chiede teutonicamente al proprietario di AVERE i crostacei esposti nell’acquario. “Avere in che senso”, si chiedono sorpresi Roberto Paci e Vito Colella, rispettivamente proprietario e chef del locale.

“Se ce li mettete in un contenitore adatto paghiamo quel che c’è da pagare e li portiamo via vivi”.

E’ la prima volta che capita, ma la crisi colpisce anche Cala di Volpe, e se i clienti pagano, che i crostacei finiscano nell’acqua bollente o vengano rimessi a mare, come fa capire la coppia tedesca, a Paci poco importa. Fatti i suoi conti quantifica rapidamente il costo della bizzarra cena da asporto: 500 euro.

Affare fatto, pagata la somma e messi astici e aragoste in un contenitore, i due coniugi escono dal ristorante e li liberano in mare.

Ora, amesso e non concesso che i crostacei siano sopravvissuti allo sbalzo termico, il gesto dei turisti ambientalisti resta nobile. A patto che Roberto Paci non abbia seguito il consiglio di alcuni clienti. Cioè tallonare la coppia approfittando del buio, e ripescare i crostacei.
[Unione Sarda]