Quinzi e Gabrielli, roma, festa, 30 anni

quinzi e gabrielli, 30 anni, festa, roma

Nella nostra guida ai ristoranti Bunga Bunga d’Italia era il primo della lista. Riconoscimento obbligatorio visto che Giannino, in Galleria a Milano, fu teatro del fatale incontro tra Silvio Berlusconi e Ruby, la già minorenne già nipote di Mubarak.

Giannino insomma, uguale indirizzo di culto della Milano del potere. Il Giannino di Roma è Quinzi e Gabrieli.

Richard Gere ci mangia le ostriche, Cameron Diaz i crostacei, Antonio Banderas l’amatriciana di pesce. Non solo attori peraltro, Q&G a Palazzo Boccapaduli nella salottiera Piazzetta delle Coppelle è ritrovo di politici e faccendieri con inevitabile sciame di veline.

Nel novembre 2003, quando per tutti era ancora Teresa, la sexy-camionista, Serena Grandi viene coinvolta in un’operazione antidroga con altri personaggi, tra questi Alberto Quinzi, proprio il titolare di Quinzi e Gabrielli Gabrieli, che dopo qualche tempo al gabbio viene prosciolto dall’accusa di sfruttamento della prostituzione per intervenuta prescrizione.

Tutto dimenticato. Oggi la megafesta da 500 invitati per i 30 anni del locale viene salutata da Repubblica con singolare enfasi (“avrà come madrina Mara Venier!”). Non solo, per l’occasione non potevano mancare il patrocinio del Comune e della Provincia di Roma.

Proprio vero, il tempo è galantuomo.

[Dissapore, RomaUno, Repubblica Roma, immagine: Quinzi e Gabrielli]

commenti (17)

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  1. Un ristorante classico dove il pesce è al massimo. Quattro giovani chef tutti del ‘89. Innovare nel rispetto della tradizione. E‘ la filosofia di questo splendido locale di Roma. Complimenti sig. Quinzi.

    1. Se il tempo è galantuomo l’approssimazione con cui alcuni tra coloro che dovrebbero essere operatori dell’informazione, è davvero sconcertante!!! Cominciamo dal nome …Quinzi & Gabrieli, una sola l, e poi voler commentare trant’anni di lavoro di persone perbene liquidandoli con gossip e dicerie di pseudosalotti ….che dire? Ricordo a tutti costoro che Serena Grandi non è mai entrata nel nostro ristorante e che si trattava di due faccende separate e che per quanto riguarda Alberto Quinzi, non ci sono stati mai gli elementi neanche per un processo, quindi semmai Alberto Quinzi è un uomo che ha lavorato tutta la vita e che ha subito una punizione preventiva per qualcosa che non ha commesso e su cui non è mai stato possibile dibattere.Sarebbe forse più corretto parlare di una delle tante storie di una giustizia che mal funziona. Questo è il problema e forse chi fa informazione dovrebbe fare luce su questo . Noi non abbiamo dimenticato l’ingiustizia subita!Ma andiamo avanti… ai nostri tavoli da una vita siedono imprenditori, famiglie di professionisti che qui hanno festeggiato tutti i loro traguardi, coppie di innamorati che rinnovano la magia davanti ad un piatto sempre di altissima qualità e fatto da più di quindici persone che lavorano regolarmente assunte con contratti e contribuiti annessi, e che mantengono altrettante famiglie. E poi c’è la storia umana di due giovani ragazzi che tanti anni fa hanno scommesso sulla loro professionalità e che oggi anche i loro eredi portano avanti con amore e passione… tutto questo e tutte queste realtà fanno ogni giorno l’Italia che forse tutti vorremmo! Anna Maria Gabrieli (una l)

    2. Avatar Mauro ha detto:

      se dobbiamo fare luce sulla giustizia, da comune cittadino mi chiederei perché tanti processi a persone importanti, i cosidetti vip, non finiscono con assoluzioni o condanne ma con prescrizioni

      Quinzi, al di la degli innegabili meriti professionali, non è stato assolto con formula piena, ma per intervenuta prescrizione

    3. Mauro ho espresso stima e simpatia per te,ma questo commento(comunquelibero di farlo) non mi è piaciuto affatto.

    4. Avatar Mauro ha detto:

      non è un intervento diplomatico Quinzi, per cui capisco possa non piacere, ma alla signora stizzita visibilmente che chiede di far luce sull’operato della giustizia, è doveroso ricordare che il marito non è stato assolto a formula piena, per cui la luce va fatta sui tempi assurdi che alla fine assolvono chi ha i mezzi per allungare i processi (basta pagare avvocati che scrivono relazioni all’infinito).

      Signor Tomacelli, Il tempo, un vero galantuomo, in questo caso, ci ha solo mostrato l’iniquità della nostra giustizia, per cui basta avere bravi e costosi avvocati capaci di allungare i processi e raggiungere così la prescrizione del reato.

      VERGOGNOSO

    5. … Intanto non è mio marito , io mi chiamo Gabrieli e Enrico Gabrieli purtroppo se ne è andato 14 anni fa prematuramente lasciando un vuoto per noi incolmabile. Noi non abbiamo avuto costosi avvocati si informi, ma non ci siamo potuti difendere come sarebbe giusto in un stato di diritto! E’ il fondamento della più elementare democrazia , e questo dovrebbe far indignare qualunque cittadino libero!

    6. Caro Antonio, sei un’emerito ignorante, il tuo articolo e’ di pura DIsinformazione, Q&G e’ uno dei luoghi +importanti in Italia dove gustare il pesce del mare nostrum, alta qualita’, le tue parole invece sono di bassa cultura, fatte di cinismo e di invidia, come fai ad associare un posto cosi importante che da trent’anni e’ al top di cibo e vini, ai ristoranti bunga bunga.. e a quella farsa sulle disavventure di Quinzi, dovute a solite follie giudiziare.. INFORMATI Tomacelli e cambia lavoro, anzi fai a lavorare!!!!!!!!!!

  2. Gentilissima Signora Gabrieli, conosco molto bene Dissapore ,ed oltre a leggerlo qualche volta scrivo.Secondo me ,non vi è stata nessuna mancanza di rispetto nell‘articolo e nemmeno voglia di gossip.Anzi,iltempo è galantuomo è densa di vicinanza e rispetto .Le sue parole sono dense e bellissiime.E mi sono commosso.

  3. va bene che siete romanocentrici, ma, che io ricordi, il ristorante Giannino non ha mai avuto sede in Galleria V.E. II a Milano.

    1. Se qui si fosse scritto “…visto che Pizzarium, in Galleria Alberto Sordi…” l’incauto autore sarebbe stato incatramato e impiumato. Analoga castroneria relativa a Milano è passata invece nel totale silenzio.

    2. Avatar mafi ha detto:

      Guarda, Bonci ce l’ho a un tiro di schioppo. Mi credi se ti dico che non mi avrebbe fatto alcun effetto un’analoga castroneria in quel di via della Meloria? Ma io sono io, e non conto granchè…

    3. Ma infatti. E’ in via Vittor Pisani. Ma tanto quello che conta è fare un po’ di rancido pseudogossip moralistoide da quattro soldi.

  4. Avatar esp ha detto:

    Ma andiamo avanti… ai nostri tavoli da una vita siedono …..

    Vuol dire che qualcuno si siede anche a quell infelice tavolino che si vede sotto la finestra, accanto alla porta a vetri? Quello è il tavolino dei masochisti, vero?