di Giorgia Cannarella 1 Agosto 2013

E’ un estate abbastanza torrida da sola, ma Gelaty, gelateria appena aperta in via Porta Praetoria, nel centro storico di Aosta, vuole proprio infiammarla.

Dietro il bancone del nuovo esercizio campeggia un altare, con tanto di pala che rappresenta la Vergine e il Bambino, proveniente dalla cappella privata di una villa torinese.

Pronta la reazione indignata del settimanale diocesano, il Corriere della Valle, che in un editoriale infuocato (pure quello) parla di fedeli “feriti nel profondo” e “pieni di dolore” alla vista dell’altare. Gli fa eco il foglio domenicale della parrocchia, Il Sassolino, dove anche il parroco Don Carmelo Pellicone manifesta sdegno e riprovazione.

Chi ha aperto la gelateria è Benni De Antoni, già titolare di un ristorante nel capoluogo valdostano. L’idea è di Thomas Linty, designer già discusso anche a causa di una pubblicità realizzata per un pasticcere aostano: manifesti con una “Torta buona da morire” affissi vicino al cimitero comunale.

E’ una decontestualizzazione come ce ne sono tante in Europa e diverse anche in Italia“, si difende Linty. “L’altare è stato salvato da una probabile distruzione, ed è stato regolarmente acquistato e fatturato”.

Sarà, ma gli aostani hanno preso la provocazione di dubbio gusto, come uno sfregio irrispettoso alla loro fede.
[12vda]