di Andrea Soban 22 Maggio 2012
gelato, libro, londra, Matt O’Connor, the icecreamists, the icecreamists book

gelato, libro, londra, Matt O’Connor, the icecreamists, the icecreamists book

Il gelato adesso si legge. Mentre in Italia Guido Martinetti e Federico Grom proseguono le presentazione di Grom, storia di un amicizia, qualche gelato e molti fiori(qui tutte le date), il 28 maggio esce in Inghilterra un libro che più diverso non potrebbe essere, anche se il protagonista è sempre lui, il gelato. Si chiama: “The Icecreamists book

The Icecreamist è la trasgressiva gelateria aperta a Londra da Matt O’Connor, proprietario e direttore creativo un po’ avventuriero un po’ gegno del marketing. Simile a un negozio di musica metal, ha interni in nero-fucsia, lo slogan che cita i Sex Pistols e per marchio un teschio con due cucchiaini al posto delle ossa. E’ nato qui il Baby Gaga, gelato al (vero) latte materno poi ribattezzato Baby GooGoo per evitare noie legali con la cantante Lady Gaga.

Ecco cosa pensa di noi italiani Connor, che si avvale della consulenza di Roberto Lobrano dell’università del gelato Carpigiani in provincia di Bologna: “In Italia avete i gelati piu’ buoni del mondo, ma guai a sperimentare qualcosa di nuovo”.

Tra le 80 ricette del libro inevitabile la presenza della coppa Sex Bomb all’assenzio ghiacciato. In vetrina c’e’ una fila di sacchetti da flebo pieni di assenzio, che viene sparato in bocca a chi ordina il gelato al gusto di fior di latte e agrumi, con una spolverata di “Viagra naturale”. Da provare!

[Crediti | Link: Grom Libro, The Icreamist]

commenti (6)

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  1. I Brasiliani ci criticano le pizze che seppur ottime sono noise e sempre quelle.
    Gli inglesi idem con il gelato.
    Proprio domenica vedevo una puntata del cuoco Britannico Oliver jamie nel suo vecchio tour in Italia, e presento in un paesino molto tradizionale del sud un’insalata con 15 -20 ingredienti dentro. I vecchietti per non offenderlo gli risposero: “buono, ma ci sono troppe cose dentro”.
    Un’ottima materia prima non desidera sposarsi con troppi ingredienti (per noi italiani) Se prendiamo le ricette italiane migliori o piu conosciute al mondo come il Tiramisu, la Carbonara, la Pizza Margherita osserviamo come con pochi ingredienti che si combinano creano sapori indimenticabili.
    Insomma abbiamo nel DNA una cucina semplice.

  2. La ricerca ossessiva della novità e della originalità è tipica del mondo anglosasssone dove il marketing imperat. Si cerca di convincere la gente a provare un nuovo qualsiasi-cosa non sulla base della qualità ma sulla base della novità. Questo modo di fare traslitterato nell’alfabeto del cibo non può che creare mostri.

    Purtroppo anche qui ci stiamo (state?) cascando. D’altronde il primo comandamento della crescita impone questo comportamento altrimenti diventa veramente insostenibile giustificare i tortelli in brodo a 50 € ( o il gelato a 30 euro al kilo ). E poi tutto il carrozzone come potrebbe continuare ad andare avanti ?

    1. E’ facile criticare ciò che non si conosce. The Icecreamists è nato per provocare e per scoccare, e c’è riuscito benissimo. Ma chi ha avuto anche occasione di assaggiare il gelato sa che dietro la provocazione c’è un bel po’ di sostanza. Parola di uno che c’è stato e conosce molto bene il signor O’Connor e le ricette dei suoi gelati…

  3. Beh, il “decor” per me è molto più interessante di quello di Grom (in cui non sono mai entrata proprio perché non mi piace la “faccia” del locale…)

  4. Avatar Faith ha detto:

    Sono stata da The Icecreamist, è soltanto puro marketing ed è la conferma che a Londra (dove vivo) mi manca tantissimo il gelato con gli ingredienti meravigliosi di Grom. Argh!