di Giulia Caligiuri 12 Agosto 2013
Camera dei deputati

Il pungiglione del Movimento 5 Stelle si è di nuovo conficcato su Montecitorio, sulle spese della Camera questa volta, spulciate per calcolare i costi dei dipendenti.

E’ saltato fuori, senza troppo stupirci, un ulteriore caso di cattivo esempio: un climax di stipendi extra-lusso per i 1521 dipendenti in servizio alla Camera, spalmati su una scala suddivisa in cinque livelli.

Al quinto livello 183 consiglieri, che arrivano a guadagnare 400.000 euro lordi a fine carriera, più indennità di funzione mensile (dai 600 ai 3900 euro lordi).  Al quarto livello, documentaristi, tecnici e ragionieri, che dopo 25 anni di servizio riescono a intascare ben 227.786 lordi annui. Al terzo livello troviamo invece 777 dipendenti, tra segretari, assistenti, infermieri e coordinatori, che a fine carriera conquistano 167.400 euro.

Non è finita qui! Subito dopo troviamo i baristi che con 25 anni di servizio a Montecitorio arrivano a guadagnare 110.000 euro lordi annui.

Senza nulla togliere, siccome la disparità tra uno stipendio da barista alla Camera dei Deputati e uno stipendio da barista in qualsiasi altro posto del mondo resta inspiegabile, la questione è una: che genere di responsabilità avranno mai, da riuscire a ricavare cotanta abbondanza di compenso?

L’oscuro dilemma ci consuma, ma una cosa appare chiara: tali privilegi non li pagano i deputati o i parlamentari. No. Gli stipendi, a questi dipendenti, li paghiamo tutti noi.

Chiamatela, se volete, banalità.
[L’Inkiesta]