di Giulia Caligiuri 3 Settembre 2013

Google si è sempre preoccupato per la salute dei suoi dipendenti. Anche se quelli, dispettosi che non sono altro, si abbuffavano di dolci carichi di zucchero e cibo spazzatura.

Ma il junk food inibisce la concentrazione e riduce la produttività, e allora?

E Allora via al M&M Project: un team di scienziati e analisti sta studiando da più di un anno i comportamenti di consumo dei dipendenti Google.

I dati sono interessanti.

Problema #1: limitare il consumo del junk-food da macchinetta.
Soluzione: spostare i prodotti in fondo ai distributori, in modo da non essere troppo visibili ai golosi.
Risultato: riduzione di 9 confezioni di dolciumi a testa nel giro di 7 settimane.

Problema #2: far bere più acqua ai dipendenti.
Soluzione: travasare l’acqua fresca in bottiglie e posizionarle vicino a un bel bicchiere di vetro, ad altezza sguardo.
Risultato: consumo d’acqua aumentato del 47% in poche settimane.

Problema #3: riduzione delle calorie dei cibi ingeriti dagli impiegati.
Soluzione: promozione di porzioni di cibo ridotte e acquisto di piatti di piccole dimensioni per servire le pietanze nella mensa aziendale. Inoltre, presenza perenne di frutta fresca su tavoli e mensole degli uffici.
Risultato: che ne dite?

Tutela dei propri dipendenti in nome del loro (dei lavoratori) bene o del loro (delle società) business poco importa. Da Google il Moralizzatore si sta bene e si lavora di più! Questo è certo.

Del resto, non è la prima volta che una multinazionale si preoccupa per la salute dei lavoratori: Ibm li incentiva a dimagrire in modo sano, offrendo premi e ricompense a chi ci riesce, General Electric fornisce cibo fresco biologico e acqua microfiltrata.
[Corriere della Sera]