di Giorgia Cannarella 20 Maggio 2013
Davide Oldani, Antonino Cannavacciuolo, Massimo Bottura

Chi l’avrebbe detto? Mentre noi insistiamo sulla bulimia del tubo catodico e l’invadenza mediatica degli chef, un critico televisivo dà il suo benestare. Non uno qualunque tra l’altro, ma Aldo Grasso del Corriere, che non lesina certo le stroncature.

Un universo fatto di gusti raffinati, di palati fini, d’Italia che non parla solo a se stessa ma anche al mondo” così il critico definisce l’atmosfera degli spot Lavazza con protagonisti Massimo Bottura, Davide Oldani e Antonino Cannavacciuolo.

Dieci brevi video in cui gli chef stellati presentano altrettante miscele, e che a Grasso sono piaciuti molto, per la “capacità di rievocare un clima Made in Italy di cui andare orgogliosi e da esportare nel mondo“.

Apprezzata anche la contaminazione mediale dei video, uscite prima sul web e solo dopo in Tv, e che, secondo Grasso, sono pensati per un pubblico diverso da quello della tv generalista.

Insomma, gli chef italiani meglio di George Clooney come testimonial del caffè.

Unica critica, “il pizzico di eccesso di effetto patinato”.
[Corriere Economia]