di Giorgia Cannarella 18 Giugno 2013
pizza, forno

Se c’è un’economia che riparte, in una Paese dove il 37 per cento dei giovani non ha lavoro, questa è la food-economy.

Lo scrive oggi Repubblica, spiegando che alcuni dei mestieri più richiesti nei prossimi anni, come da statistiche Confesercenti e Confartigianato, saranno legati alla terra, alla gastronomia, agli artigiani dei sapori.

Nel boom dei mestieri legati al cibo spiccano mastri birrai, pizzaioli, gelatai bio, stagionatori di miele, sommelier, affinatori di formaggi, personal trainer dell’orto (“chi dà consigli ai miniagricoltori da terrazzo”), o alchimisti di campagna (“chi crea nuovi liquori e distillati”).

Insomma, stiamo passando a un’economia che ci vede allo stesso tempo produttori e consumatori.

E se il 17 per cento dei turisti stranieri arriva in Italia attirato dai nostri piatti e dai vini, la ricetta per il lavoro passa dalla buona tavola.

Si moltiplicano i corsi per diventare imprenditori di settore, anche andando all’estero, dove cuochi, gelatai o pizzaioli italiani vogliono continuare a incidere nelle abitudini alimentari oltremare.
[Repubblica]