di Giorgia Cannarella 4 Giugno 2013
Antonino Cannavacciuolo

Nei primi tre episodi l’abbiamo visto imprecare, urlare, sbattere piatti, lanciare attrezzi da cucina: niente da fare, tutto inutile, Antonino Cannavacciuolo non ha passato l’esame.

Il critico televisivo Aldo Grasso ha recensito Cucine da Incubo, italica versione di Kitchen Nightmares con Gordon Ramsay, nella sua rubrica per Il Corriere della Sera. Lapidaria la sentenza finale sullo chef napoletano: “Il talento culinario di Cannavacciuolo è indiscusso, ma per Cucine da incubo forse gli manca ancora una sana cattiveria”.

Un gigante buono, insomma.

Secondo Grasso, Cannavacciuolo non regge il confronto con la presenza scenica di Gordon Ramsay. Una maledizione che lo che del ristorante Villa Crespi si porterà dietro per sempre.

“Per funzionare e coinvolgere, Cucine da incubo ha bisogno di rappresentare uno scontro di personalità, di mettere in scena il personaggio del grande chef spietato che corregge il malcapitato ristoratore a suon di crude verità, per usare un eufemismo (alla Joe Bastianich per intenderci)”.
[Corriere]