di Giorgia Cannarella 2 Aprile 2013
emporio portobello, modena

E’ stato detto, ascoltato e scritto, a forza di ripeterlo, purtroppo, ci siamo venuti a noia da soli: la crisi morde, per più di qualcuno fare la spesa è un rompicapo. Nel tentativo di dare una risposta, l’Associazione Servizi Volontariato di Modena ha escogitato una soluzione semplice e ingegnosa: la spesa non si paga con i soldi ma lavorando.

L’Emporio Portobello aprirà a Modena il prossimo maggio e, in apparenza, sarà un normale supermercato: generi alimentari, prodotti per la casa e l’igiene. Ma i clienti riceveranno una tessera a punti che raccoglieranno svolgendo servizi di volontariato all’interno del market stesso: tra gli scaffali, in magazzino, alla cassa.

Chi potrà usufruire dell’Emporio? I componenti delle famiglie molto numerose, o che hanno perso improvvisamente il lavoro: “persone vulnerabili, che si trovano in imbarazzo a chiedere aiuto” dice Luigi Zironi, responsabile del progetto. Si riceve la tessera in base alle graduatorie ISEE, la si può tenere per alcuni mesi, e si restituisce non appena le condizioni familiari migliorano.

L’Emporio Portobello è stato realizzato da una cinquantina di enti tra volontariato e partner istituzionali: la Conad ha fornito arredi, celle frigorifere e casse; il magazzino che ospita il supermercato è offerto per tre anni in comodato gratuito dal Comune di Modena; Rock No War ha fornito 50 tonnellate di cibo gratuito. L’Associazione Servizi Volontariato pagherà le spese per infissi e condizionamento.

Chiunque voglia può fare una donazione sul sito del supermercato.
[Il fatto Quotidiano]