di Lucia la Gatta 21 Luglio 2012
orto, terrazzo, città

L’idea risale a Eleanor Roosevelt, che portò alla Casa Bianca il primo orto presidenziale. Anche Michelle Obama ha fatto una cosa simile piantando zucchine, pomodori e ravanelli.

Crearsi da soli il proprio orticello urbano non è complicato, nemmeno troppo costoso, 50 euro al metro quadro. Basta poco spazio all’aperto, purché abbia la giusta esposizione di luce e la verdura fresca è servita. Dice Nomisma che sono 2,7 milioni gli italiani che coltivano un orto sul balcone: una buona pratica. Ma l’inquinamento da polveri sottili dove lo mettiamo?

Secondo Massimo Labra, botanico al dipartimento di biotecnologie e bioscienze all’Università Milano Bicocca – dipende da cosa piantiamo. Se mangiamo le foglie, come nel caso dell’insalata, queste possono avere assorbito inquinanti, anche se in quantità minima. Se mangiamo i frutti delle piante — come nel caso di pomodori, melanzane ecc — il rischio è zero perché l’esposizione è molto ridotta. Un recente studio ha poi stabilito che piante aromatiche come la salvia e il rosmarino non assorbono inquinanti.

Dunque, i cibi dell’orto sul balcone possono essere ottimi e salutari, ma sempre usando le dovute attenzioni. Senza dimenticare che: l’esposizione migliore è a sud, sud-est. Se il balcone guarda a nord-est si può tentare lo stesso, se affaccia a nord lasciate perdere: servono almeno 4-6 ore di luce al giorno per far crescere la maggior parte delle piante.
[Wired]