di Giorgia Cannarella 28 Gennaio 2013
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Capitano, con una certa frequenza, storie che riecheggiano quelle biblica del piccolo Davide che sconfisse il gigante Golia. Per dire: la petizione di una ragazzina ha spinto una potente multinazionale a levare un ingrediente dalle sue bibite. Venerdì scorso PepsiCo ha fatto sapere che non userà più olio vegetale bromurato nel Gatorade.

La decisione arriva dopo la petizione online lanciata da Sarah Kavanagh, quindicenne americana, che aveva studiato sul web i possibili effetti collaterali dell’olio bromurato, tra cui disordini neurologici e alterazioni nelle funzioni della tiroide. Dopo che la petizione ha raccolto oltre 200.000 firme, PepsiCo ha deciso di togliere l’olio da molte delle sue bibite (Orange Cooler, Citrus Cooler, Lemonade, Gatorade X-Factor orange, Gatorade Xtremo citrus cooler), che rimpiazzerà con saccarosio acetato isobutirrato, emulsionante sicuro secondo la Food and Drug Administration.

L’olio bromurato è un additivo proibito in Giappone e in Europa, ma contenuto in circa il 10% delle bibite vendute negli Stati Uniti, compresa la Mountain Dew, una bevanda della PepsiCo, le cui vendite le fruttano più di un miliardo di dollari all’anno.
[New York Times]