di Giulia Caligiuri 6 Settembre 2013

Washington. Un uomo, William von Scheneidau e un’invenzione: il pot pork. Questo il nome di un nuovo tipo di carne di maiale: quella al sapore di marijuana. Sì, esatto, marijuana.

Von Scheneidau , proprietario e fondatore del BB Ranch a Seattle, pochi mesi fa ha deciso di sfruttare la legalizzazione della marijuana nello stato di Washington per fare un esperimento: nutrire alcuni dei propri maiali con radici, steli e altre parti della pianta che vengono macinati e non utilizzati per il consumo.

Non è la bravata di un utilizzatore accanito che, fumato attorno a un fuoco con un gruppo di amici in una sera d’estate, ha deciso di provarci: William, la marijuana, non la usa nemmeno. Chiamiamola sperimentazione di sapori nuovi, riciclo di sostanze naturali da cestinare, promozione della propria attività.

A Von Scheneidau l’idea venne quando incontrò i proprietari di un dispensario medico, che, dalla legalizzazione della marijuana attraverso il voto popolare, lamentavano un eccesso di steli e foglie. Da qui, la voglia di farci qualcosa lui stesso.

Nella macelleria, la carne alla marijuana è segnalata con un piccolo disegno che riporta la verde foglia, per far riconoscere immediatamente ai consumatori curiosi l’ormai famoso ed eccentrico prodotto.

A chi si sta chiedendo “che effetti ha sull’uomo il pot pork?“: non è che la carne ti sballa! E’ solo un’esperienza di sapori, per il resto è come qualsiasi altra. Solo più grassa, perché i maiali a cui viene somministrata cannabis prendono peso il 20% più velocemente degli altri. Parola dell’inventore!

E i poveri animali? Ma quali poveri! Il macellaio di Seattle sostiene che i suoi maiali vivono benissimo, in serenità, mangiando e dormendo meglio di qualunque altro suino!

A chi invece dovesse chiedersi cosa ne pensa lo Stato di Washington: al momento, le norme in vigore non dicono come sbarazzarsi dei sottoprodotti e degli scarti della marijuana. Quindi, niente di illegale. Inoltre, la US Food and Drug Administration, sul sito web afferma di approvare gli additivi o i farmaci che vengono utilizzati nei mangimi per animali.

John P. McNamara, professore presso il Dipartimento di Scienze Animali della Washington State University, invece, non trova l’esperimento divertente . Egli afferma che la cannabis ingerita può essere trasferita nei tessuti.

Ovviamente la questione è controversa. Staremo a vedere come si evolverà nel tempo, ma nel frattempo ci piacerebbe provare il pot pork!
[Huffington Post]