di Giorgia Cannarella 26 Agosto 2013

Quattrocento attivisti entrano in un campo di Ogm e lo distuggono, sradicando tutte le piante.

Questo episodio, accaduto nella regione di Bicol, Filippine, poteva essere solo un altro atto di eco-lotta, invece ha riaperto l’eterna disputa sugli OGM nei giornali di tutto il mondo.

Il campo era di Golden Rice, una varietà di riso geneticamente modificata sulla cui utilità gli esperti si dividono da quando sono iniziate le ricerche per produrla, nei lontani anni Novanta.

Il riso contiene il DNA del mais, cui deve il caratteristico colore dorato, oltre a un batterio che sviluppa beta carotene, fonte di vitamina A.

La coltivazione è finanziata da Bill Gates, fondatore di Microsoft, e dalla International Rice Research Institute, un’associazione no profit secondo cui il riso rappresenterebbe una soluzione alla cecità provocata dalla carenza di vitamina A in mezzo milioni di bambini ogni anno.

Ma sono molti i molti nomi della scienza e del giornalismo, dall’attivista indiana Vandana Shiva allo scrittore indiano Michael Pollan, a definire il Golden Rice un “cavallo di Troia” con cui le multinazionali cercano  di aumentare i propri profitti a scapito dei piccoli agricoltori.

E rilanciata dal New York Times, ieri l’eterna polemica è tornata sulle pagine dei giornali: giusto ostracizzare la coltivazione di riso da parte di un’organizzazione no profit solo perché contiene Ogm?
[New York Times]