di Lucia la Gatta 12 Giugno 2012
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Siamo alla svolta dell’austerità politico-prandiale? In un certo senso sì. Va in pensione la storica tavola amata dagli onorevoli: quella di Montecitorio. Addio, ai pasti serviti in guanti bianchi a leader, peones e autisti, dalla prossima legislatura tutti in fila al self service della Camera con 12 euro e piatto in mano.

Mettersi in coda davanti al bancone non è comunque una scena insolita, al Parlamento di Berlino, per dire, la mensa è uguale per tutti, identica trafila a Bruxelles dove c’è un’unica mensa aziendale, per onorevoli e portaborse.

La vera novità è che, a meno di colpi di mano last-minute, il conto verrà interamente pagato dai deputati.

Con la chiusura del ristorante, una piccola ma significativa sforbiciata ai costi della politica, i self service diventerebbero due: uno è da tempo operativo al piano terra, per i dipendenti. La cucina sarà unica: un capiente montacarichi porterà il cibo da un piano all’altro. Il risparmio inserito nel prossimo bilancio è di 3 milioni di euro.

Anche i menu verranno stravolti nel senso di un maggiore risparmio, il self service dovrebbe offrire una scelta di tre primi, tre secondi oltre che il contorno, la frutta e l’acqua. Ma sarà sempre disponibile un piatto deluxe: ostriche con lo champagne e altre delizie gourmet.

I politici italiani devono abituarsi al rigore. Lentamente, però.

[Il Mattino]