di Antea Raucci 4 Luglio 2013

Sit-in di protesta e raccolta firme per salvare il Caffè della Pace a Roma, in zona Piazza Navona, sotto sfratto per una nuova destinazione d’uso. Pare si trasfromerà in albergo.

Il locale amato da Madonna e Spike Lee, di proprietà del Pontificio Istituto Teutonico Santa Maria dell’Anima, è tuttora un piacevole punto di ritrovo della vita notturna romana.

Questa storia inizia due anni fa quando, allo scadere del contratto di locazione, si è passati all’indennità di occupazione. Poi il mancato rinnovo e l’avviso di sfratto. Colta di sorpresa e delusa dall’atteggiamento del Pontificio Istituto Daniela Serafini, che gestisce il locale:

“Non potevamo pensare che arrivassero a tanto. Lo sfratto no. Noi siamo sempre stati molto precisi nei loro confronti. Sempre. Abbiamo sempre pagato tutto. 

Con noi buttano in mezzo alla strada 25 famiglie. Ci appelliamo al sindaco Ignazio Marino ma anche al Papa, dato che è un istituto religioso a darci lo sfratto”.

Dal 2000 a oggi Roma ha perso mille dei suoi negozi storici, e ora potrebbe toccare al Caffè della Pace, una situazione che spinge l’associazione Botteghe Storiche a reclamare una legge nazionale per tutelare gli indirizzi storici come patrimonio della capitale.

L’assessore al Commercio di Roma Marta Lenori si è proposta di mediare con la proprietà dell’edificio che ospita il caffè, e molti residenti affezionati al bar hanno partecipato alla protesta di via della Pace in forma di sit-in .

Lo slogan recitava Botteghe storiche: la ricchezza di Roma.

Chi l’avrà vinta?
[Repubblica]