di Giorgia Cannarella 14 Dicembre 2012
piatto, chef

Non sempre mensa scolastica significa paste scotte e insipide o bistecche fredde e mollicce Ieri è stato presentato all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN) il progetto delle Tavole Accademiche: dal prossimo gennaio 25 tra i migliori chef del mondo (in totale, 22 stelle Michelin da 9 nazioni) si alterneranno nelle cucine della mensa universitaria.

Impressionante il carnet di nomi, tra gli altri: Niko Romito, Ferran Adrià, Davide Scabin, Piergiorgio Parini, Alfonso Iaccarino, Davide Oldani.  Ogni chef lavorerà a Pollenzo per tre giorni, aiutato dagli studenti che dovranno prenotarsi.

Non è solo un progetto di alta cucina: ci sarà massima attenzione per il contenimento dei costi e la riduzione degli sprechi. «Il costo della materia prima a disposizione degli chef non dovrà superare i 5 euro», spiega Carlo Petrini, presidente dell’Università e ideatore delle Tavole. «Per garantire il successo di quest’iniziativa, abbiamo pensato ad alcuni accorgimenti, come vendere il cibo avanzato già dal pomeriggio».
[Repubblica Torino, immagine: Maurizio Camagna]