di Giorgia Cannarella 24 Maggio 2013
Lanterna di Diogene

Anniversari da non dimenticare. Il 20 maggio 2012 e di nuovo il 29 il terremoto colpiva l’Emilia Romagna provocando devastazione e morte. Senza risparmiare i capolavori gastronomici di cui l’Emilia, terra opulenta e generosa abbonda.

Tra i più danneggiati caseifici e acetaie oltre ai ristoranti come La Lanterna di Diogene, a Solara di Bomporto (MO).

La Lucciola è un Centro di Terapia Integrata per bambini e ragazzi con sindrome di Down. Nel 2003 dalla Lucciola nasce la cooperativa La Lanterna, dove i ragazzi allevano animali (galline, maiali, pecore, conigli), coltivano ortaggi e alberi da frutta oltre a un vigneto di Trebbiano per la produzione di aceto balsamico tradizionale di Modena.

Nel 2006 apre l’osteria, gli ingredienti provenienti dalla fattoria diventano piatti semplici e genuini. Poca retorica a chilometro zero, per la Lanterna parole come sostenibilità e stagionalità non sono slogan vuoti, ma semplice quotidianità.

Per spiegare la filosofia del locale, Giovanni Cuocci, presidente della cooperativa, usa la metafora del pollo. Ogni ragazzo contribuisce, a suo modo, alla (perfetta) riuscita del pollo che abbiamo nel piatto.

“C’è chi è bravo a dargli da mangiare, chi a tirargli il collo, chi a spennarlo, chi a cucinarlo, chi a servirlo a tavola, chi a pulire i piatti. La bontà del pollo, però, è ugualmente merito di tutti”. Un posto, insomma, dove disabilità vuole dire semplicemente abilità diverse: le differenze non vengono negate, ma valorizzate, e ogni compito ha pari dignità.

Nel terremoto dell’anno scorso l’osteria non subisce danni, La Lucciola invece sì: l’acetaia e il centro di terapia sono completamente inagibili.

All’inizio, racconta Giovanni, quello che mancava era la voglia di ricominciare. “A darci la voglia di continuare sono state le persone, che da subito sono tornate a mangiare da noi, e ci hanno ripetuto quanto era importante che continuassimo”.

Oltre al sostegno emotivo, è arrivato quello concreto. Le manifestazioni di solidarietà sono state tante e inaspettate: dall’Umbria, ad esempio, è partito il progetto Sos Acetaia, che ha fatto arrivare due container in cui sono state trasferite le botti. Tante donazioni, sia di privati che di associazioni, hanno permesso di portare avanti i lavori di ristrutturazione, ma gli edifici restano inagibili.

Come fare ad aiutare i ragazzi della Lucciola? Andare a cena alla Lanterna è sicuramente una buona idea, per loro e per le vostre pance. Qui trovate gli estremi per le donazioni.

Il 31 maggio le Condotte Slow Food di Modena e Cento e Slow Food Emilia Romagna hanno organizzato una cena di beneficenza  a Casumaro di Cento a cui parteciperà anche Carlo Petrini, presidente Slow Food.

Durante la serata verranno distribuiti i fondi raccolti da Slow Food Italia che, uniti al ricavato della cena, aiuteranno alcune realtà terremotate, tra queste anche La Lanterna.