Siamo aĀ Milano, a una decina di minuti dalla stazione diĀ Porta Venezia, dove sorge Crosta, un curioso punto di incontro tra un panificio e una pizzeria. Ecco la nostra recensione.
Se il format di un ristorante ĆØ particolare, magari azzardato, state certi che non può nascere che a Milano. Almeno se lāintenzione ĆØ quella di sopravvivere.
CosƬ sotto la Madonnina cosmopolita, dove la napoletana ĆØ oramai in ogni angolo, ĆØ nato Crosta, nellāautunno del 2018, quando Giovanni Mineo eĀ Simone Lombardi si sono accorti che proprio lƬ ci voleva un locale dove poter mangiare o acquistare sia il pane che la pizza.
Un ibrido tra un panificio e una pizzeria, con chiara divisione di ruoli e forni: Mineo (allievo di Davide Longoni) gestisce pane e pizza alla pala, e Lombardi (allievo di Simone Padoan) lavora sulla tonda.

Il locale, un antro luminoso, bello e caratteristico, ĆØ aperto ininterrottamente da mattina a sera, e offre al pubblico la possibilitĆ di consumare tutti i pasti della giornata: dalle colazioni al pranzo, dallāaperitivo alla cena.
Lāimpatto, una volta entrati, ĆØ assolutamente positivo e sottolinea il carattere ibrido del locale: a destra i due maestosi forni, davanti il lungo bancone dove spiccano le torte e soprattutto le meravigliose forme di pane artigianale.
Unāesposizione che senza dubbio si propone di dare risaltoĀ al pane, alimento in forte diminuzione nelle nostre diete, e che come abbiamo avuto spesso occasione di dire si ĆØ spostato dai pasti principali alla colazione.
La filosofia dei ragazzi ĆØ chiara, ben rappresentata non solo dal format ma anche dai prodotti esposti sugli scaffali: cura per le materie prime, farine macinate a pietra e ingredienti di qualitĆ , nati da ovvie collaborazioni ben visibili.
Il menu e i prezzi di Crosta, Milano
La carta del locale, presentata in maniera molto ordinata su un foglio di cartoncino spesso, ĆØ suddivisa in varie sezioni.
Si parte dalla prima colazione, con poco più di una decina di scelte dolci o salate, tra gli 1,40 euro della brioche vuota ai 9,50 euro del pane di segale con salmone selvaggio e guacamole.
Il sabato e la domenica la selezione si ampia, arrivando a comprendere quasi 30 prodotti con lāaggiunta di torte, creme e taglieri, scelte che durante alla settimana sono disponibili come pasto, dolce o merenda.

Segue la lista delle pizze alla pala di Giovanni, disponibili dalle 12 alle 18: si va dai 4,50 euro della marinara ai 5,50 della margherita, fino ai 12 euro della āMaiale Tonnatoā.
Anche i piatti freddi, come insalate, panzanella e gazpacho, sono consumabili solo dalle 12 alle 18, mentre il pane ĆØ acquistabile tutto il giorno.
La tonda di Simone ha una sezione a parte, e si divide in pizza tradizionale (come marinara e margherita) con prezzi tra i 6,50 e i 9 euro, pizza contemporanea (12-13 euro) e āsolopastaā, ovvero 3 scelte di impasto in purezza condito solo con burro fuso, lardo o guacamole.
Piccola, ma di tutto rispetto, la selezione di birre artigianali (circa 6 euro per le bottiglie da 33cl), tra Birrificio Italiano, Birrificio Lambrate, Dougallās e Craig Allan, mentre i vini (4,50 euro al calice) variano a seconda della disponibilitĆ descritta su una lavagna.
Completano la selezione di bibite gli analcoliciĀ Lurisia, i succhi diĀ Marco Colzani, caffetteria dalla torrefazione Lady CaffĆØ, tisane.
In sostanza una vasta selezione, dalla quale emerge in maniera lampante la filosofia di un locale.
I prezzi, come ĆØ ovvio supporre, sono leggermente al di sopra della media milanese, un fattore giustificato dalla qualitĆ delle materie prime selezionate.
La pizza di Crosta, Milano
Con sommo dispiacere, dato lāorario, non ho potuto provare la pala diĀ Giovanni Mineo; la mia completa attenzione ĆØ andata alla pizza tonda di Simone Lombardi.
Il prodotto ĆØ curioso, atipico, fortemente riconoscibile; lāaspetto ricorda quello di una pizza napoletana, ma dal diametro molto più piccolo (siamo intorno ai 24 cm) e dallo spessore maggiore.
Un panetto da 230g, realizzato con farina di tipo 1, grano duro Bidì (anche detto Margherito) e una piccola percentuale di segale integrale; la cottura prende ispirazione dalla napoletana, ma la temperatura è mantenuta a livelli decisamente inferiori in quanto, considerando lo spessore, la pizza non avrebbe altrimenti tempo di asciugare per bene e di garantire la dovuta digeribilità .

Una cottura buona, che in certi punti potrebbe tuttavia essere condotta meglio: una delle pizze presentava il cornicione leggermente bruciato, e la base non sempre era uniforme in tutta la superficie.
Lāimpasto però, ĆØ qualcosa di sensazionale.
Morbido, con interessanti note tostate, sapori eccezionali e con una shelf-life perfetta dal primo allāultimo morso; la scelta di mantenere lo spessore più elevato (e di adattare quindi una cottura più prolungata) contribuisce allāottenimento di profumi che ricordano quelli del pane, un evidente filo conduttore con gli altri prodotti di punta del locale.
Anche la scelta degli ingredienti mi ha sorpreso, sin dalla margherita: scelte equilibrate, sapori distinguibili nellāinsieme, presenti ma mai invadenti, sintomo di una ricetta studiata anche nelle dosi.
Perdonatemi se il paragone pare scontato: la pizza di Crosta mi ha ricordato vagamente lo stile di BerberĆØ, ma dalla resa migliore, specialmente per quanto riguarda i topping.
Chiariamoci: stiamo parlando di due tipologie di pizze diverse, ma che condividono una filosofia molto simile.



Oltre alla margherita, ho assaggiato una pizza con melanzane, zucchine, datterino arrosto e fiordilatte: buona, leggera, profumata e balsamica.
Il picco della serata ĆØ stato forse la āpatate schiacciate, pesto Rossi di Genova, squacqueroneā: un connubio interessantissimo di sapori e consistenze amalgamate, una farcitura cremosa e piena, il pesto spettacolare.
Poi, la pizza allāananas, che ha fatto parlare Crosta di sĆØ; il terrore di ogni amante della pizza e degli italiani in generale, tra le icone del cattivo gusto.
Lāabbiamo provata, chiaramente.
La pizza con lāananas di Crosta a Milano

Avete capito bene.
Quanti di voi hanno chiuso lāarticolo in questo momento? Non lo sapremo mai.
Partiamo da un presupposto, giusto per rendervi partecipi della mia prospettiva: mangio di tutto, assaggio qualunque cosa della cultura nostra o altrui. Amo ogni prodotto dellāarte bianca in qualsiasi forma concepita, ma..
Non sono mai riuscito a superare lāenorme contraddizione dellāananas sulla pizza.
SarĆ il sangue italiano, sarĆ una repulsione involontaria, ma per quanto per quanto mi consideri gastronomicamente progressista il mio DNA ĆØ conservatore.
La proposta stessa (giĆ ripresa daĀ Franco Pepe nella suaĀ AnaNascosta) ĆØ ovviamente una provocazione, un tentativo di abbattere i confini e i pregiudizi, cercando un modo di abbinare quel sapore concettualmente tanto lontano dalla pizza.
Il mio Io aperto ha apprezzato lāidea. Il mio Io italiano ha odiato Dissapore, perchĆ© per dovere di cronaca mi son sentito costretto ad assaggiarla.
Lāidea di Simone, per quanto pungolante, nasce da una tradizione famigliare: la madre ĆØ messicana, una terra dove uno dei piatti più famosi ĆØ il Taco al Pastor (anche dettiĀ Tacos de Adobada), tortillas ripiene di carne di maiale conservata attraverso lāadobo (una marinatura a base di aglio, origano, paprika e aceto) e cotta in maniera similare al gyros greco o al kebab turco, accompagnata da ananas, cipolle e pomodori.
La sua rivisitazione in pizza prevede lāutilizzo della Ventricina (un insaccato di origini abruzzesi e realizzato con peperoncino, carne e grasso di maiale, sale di Cervia, erbe aromatiche e arancia), dellāananas cubettato e cotto precedentemente nel forno, fiordilatte e per finire coriandolo e cipollotto freschi in uscita.
Ebbene, detesto ammetterlo, ma la pizza ĆØ davvero interessante.
Lāabbinamento ĆØ curioso, la freschezza dellāananas emerge per prima, supportata dalle note intense ma bilanciate di coriandolo e cipollotto, il tutto equilibrato dal ākickā finale di unāottima ventricina.
Ecco, forse non ne mangerei una intera, ma vale la pena di assaggiarla. Chessò, prendetene una in quattro.
Crosta nasce da unāidea atipica ma interessante, tradizionale ma coraggiosa, profondamente italiana ma a tratti fuori dagli schemi.
Un impasto buono e anzi ottimo, supportato da ingredienti (davvero) selezionati e curati, sia nella stagionalitĆ che nella freschezza; la pizza con lāananas, se fatta con materie prime di qualitĆ inferiore, sarebbe stato un ghiribizzo fine a se stesso.
Ecco, forse la pizza ĆØ un poā piccola, e complice lāestrema leggerezza dellāinsieme viene davvero voglia di ordinarne unāaltra, cosa che pesa non poco sul conto finale.
Dāaltronde la pizza di Milano, ormai lo sappiamo, non ĆØ mai stata amica del portafogli del ciccione esploratore che ĆØ in noi.
Informazioni
Crosta
Indirizzo: Via Felice Bellotti 13, Milano
Numero di telefono: 02 38248570
Orari di apertura: Da LunedƬ a VenerdƬ dalle 08.00 alle 23.00, Sabato dalle 08.30 alle 23.00, Domenica dalle 08.30 alle 16.00
Sito Web: www.crosta.eu
Tipo di cucina: Colazioni dolci e salate, pane, pizza tonda e alla pala
Ambiente: caldo, accogliente e informale
Servizio: rapido e cordiale