di Antonio Fucito 18 Luglio 2017

Il Campionato della Pizza 2017 è una produzione Dissapore con Clai Salumi e Molino Dallagiovanna. Se volete informazioni sullo svolgimento delle sfide cercatele in questo post.

Fratelli Salvo

Largo Arso 10-16 San Giorgio a Cremano (Napoli) – Pagina Facebook

Così vicina, una manciata di chilometri, eppure così lontana.

Nella corsa all’oro della pizza napoletana San Giorgio a Cremano è spesso il territorio inesplorato, il paesone a poche fermate di Circumvesuviana da Napoli ma tagliato fuori dalle rotte turistiche, nonostante la presenza di un luogo mitologico per vecchi e nuovi ossessionati.

Parliamo della pizzeria di Francesco e Salvatore Salvo, parte integrante insieme all’altro fratello Ciro (di stanza a Napoli, pizzeria 50 Kalò) di una famiglia importante per la pizza nell’ultimo decennio.

Specie perché è qui, da Francesco e Salvatore, che trovate la “Margherita” più sfacciatamente napoletana di tutto questo Campionato della Pizza.

L’interno del locale, con la grande cucina a vista che consente di osservare i numerosi pizzaioli al lavoro, e di incantarsi davanti ai loro gesti esatti e cadenzati, segnala la volontà dei fratelloni di traghettare nella modernità il mito della pizza napoletana e la tradizione dei grandi fritti (montanare, frittatine e crocchè).

La sensibilità imprenditoriale dei Salvo è evidente: dal software gestionale personalizzato che consente tempi di attesa contenuti anche in caso di locale pieno al sistema di prenotazione online, che l’attesa la riduce a 5 minuti, (tranne il sabato a cena).

Dalla formazione del personale come di rado capita di vedere in una pizzeria ai numeri veramente impressionanti: 11.000 chili di pomodorino del piennolo consumati in un anno, e 6.000 barattoli di pomodoro San Marzano.

Ma a voi forse interessano altre informazioni. A voi interessa sapere se a parte la “Margherita” di una bontà che stordisce, con sapori netti e decisi, quasi aggressivi, si trovano nel menu altri capolavori di gusto.

Allora fiondatevi sul Ripieno (Calzone) cotto al forno ma soprattutto sulla versione fritta: sapore da massima soddisfazione esaltato dal bicchierino di Marsala che lo accompagna, abitudine napoletana di quando i Salvo erano bambini.

Una “Margherita” come questa venduta a 5 euro conferma quanto la felicità possa essere a buon mercato da queste parti, mentre le pizze più costose viaggiano in media sugli 8 euro.

Chi ama bere bene con la la pizza non ha che da chiedere, la carta dei vini del locale ha poco da invidiare a quella di un ristorante stellato.

AMBIENTE: 8,0/10

IMPASTO E CONDIMENTI: 9,5/10

PREZZI: 8,0/10

TOTALE: 25,5

In precedenza: Fratelli Salvo vs. Da Michele

 

Carmnella

Via Cristoforo Marino, 22, Napoli – Pagina Facebook

Ma è possibile che per mangiare nelle pizzerie napoletane, perfino quelle aperte in quartieri poco turistici come “Case nuove” nei paraggi della stazione centrale, si debbano aspettare come minimo 20 minuti?

Può capitare, certo non sempre e non con ogni pizzaiolo, ma se siete diretti nella Carmnella di Vincenzo Esposito, erede della pizzeria omonima presente a Napoli già a fine Ottocento, mettete in preventivo un po’ di attesa.

Curiosamente più durante la settimana che nei fine settimana, vista la vicinanza di banche e uffici.

Interni grandi e famigliari, vocazione da trattoria di quartiere non nascosta, anzi resa evidente dal menu tutto nel segno di Salvatore, il padre di Vincenzo scomparso di recente, che per oltre 50 anni è stato al banco di una gloriosa pizzeria napoletana come Trianon.

Ama il contatto diretto con i suoi fornitori, Esposito, spesso sono i loro prodotti a entusiasmarlo, anzi è convinto che oggi, senza questa folta rappresentanza del meglio che la Campania della gastronomia possa offrire, il successo del suo locale non sarebbe lo stesso.

Poi, certo, ci mette tutta l’abilità di pizzaiolo, il personale mantra riguardo la preparazione dell’impasto, fedele alle consegne del disciplinare Stg, è “la sera per la mattina e la mattina per la sera”.

Il risultato è una una pizza verace che ha il pregio di risultare lieve, probabilmente perché alleggerita dalla quantità ridotta di lievito e dai tempi lunghi della lievitazione.

Impossibile non farsi piacere veri manifesti partenopei come il “Ripieno Munaciello” (piccolo monaco) con provola di Agerola, ricotta di cestino, pepe, olio, formaggio e basilico riccio napoletano, oppure “Casa Cupiello” con olive di Gaeta, scarola, capperi, pinoli, uva sultanina, fior di latte di Agerola, salame e pomodoro del piennolo.

I 4 euro investiti nella “Margherita” sono pura gioia per il portafoglio, ma i prezzi popolari sono una costante del menu, estesi anche alle poche bevande alcoliche presenti.

AMBIENTE: 7,5/10

IMPASTO E CONDIMENTI: 8/10

PREZZI: 9/10

TOTALE: 24,5

In precedenza: Carmnella vs. Gaetano Genovesi

GIUDIZIO FINALE

Esprimerlo è più semplice rispetto ad altre sfide, e non perché Carmnella non rappresenti un concorrente valido, tutt’altro.

Ma i Fratelli Salvo, da tempo nell’aristocrazia della pizza napoletana, continuano ad alzare l’asticella, e sotto ogni punto di vista, dal livello delle loro pizze meravigliose agli aspetti gestionali del locale.

A noi, a chi vive nel capoluogo, a tutti gli amanti della pizza, piacerebbe molto trovarli a Napoli.

Per visualizzare il tabellone in alta risoluzione, seguite questo indirizzo.

Passa il turno: Pizzeria Fratelli Salvo

Se non siete d’accordo o volete dire la vostra, fatevi sotto con i commenti. E ricordate che alle 19 ci sarà la votazione dei lettori sulla pagina Facebook di Dissapore.

[Link: Dissapore | Immagini: Antonio Fucito]