di Antonio Fucito 30 Giugno 2017

Il Campionato della Pizza 2017 è una produzione Dissapore con Clai Salumi e Molino Dallagiovanna. Se volete informazioni sullo svolgimento delle sfide cercatele in questo post.

Pizzeria Gourmet Lievità

Via Ravizza 11 e Via P. Sottocorn 17, Milano – Pagina Facebook

Qualche tavolo in meno non guasterebbe a Lievità –piccola e rumorosa pizzeria dove si prenota solo a pranzo– che grazie agli impasti misti, integrali e semi e integrali del casertano Giorgio Caruso, oltre alle lievitazioni di 24/48 ore, ha fatto gridare i milanesi al (mezzo) miracolo per le pizze soffici e consolatorie, esasperatamente coreografiche e sofisticate.

Prendendosi allo stesso tempo il primo posto nella classifica 2017 di Dissapore delle migliori pizzerie meneghine.

La città si è arresa docilmente al suo demone, quello dell’amore (ritrovato) per la pizza, anche grazie all’intrattenimento gastronomico assicurato da Lievità, che non a caso pochi mesi dopo la prima apertura di via Ravizza ha inaugurato un secondo locale in via Sottocorno, in particolare con la scelta degli ingredienti per le farciture.

Pomodoro giallo del Vesuvio e del Piennolo, San Marzano Dop, mozzarella campana e ricotta di bufala Dop, le alici della pizza “Miracolo”: nomen omen.

Provate quella con la crema di cozze o lasciatevi tentare dalle nove versioni diverse della Margherita gourmet, con la Pomo d’oro in evidenza.

lievità

Se la pizza è un desiderio indotto a cui da Lievità è difficile sottrarsi è anche grazie al servizio frenetico ma comunque aggraziato, mentre i prezzi gravitano nella media milanese con la Margherita Dop che costa 8,50 euro, quella con i filetti di San Marzano 11 euro, e la pizza più costosa che arriva a 18 euro.

Lievità milano

Può venire anche la voglia di fare il bis, non fosse altro che per la leggerezza delle pizze, sempre portate al tavolo nel tagliere di legno, a volte in difetto di sale, più incisive nelle versioni personalizzate dal pizzaiolo che nel classici della tradizione.

AMBIENTE: 7,5/10

IMPASTO E CONDIMENTI: 8,5/10

PREZZI: 7,5/10

TOTALE: 23,5

In precedenza: Taverna Gourmet vs. Lievità

Santarpia

Largo Pietro Annigoni nr. 9/C Firenze – Pagina Facebook

L’avamposto della pizza napoletana a Firenze è fuor di discussione Santarpia, di Giovanni Santarpia, pizzaiolo di Castellammare di Stabia che si è preso il cuore dei fiorentini nel 2006 sulle colline del Chianti prima di approdare, con corale successo di pubblico e critica, in Largo Annigoni, nel quartiere di S Ambrogio, in centro a Firenze.

Quali sono le ragioni di tanto consenso?

Farine biologiche macinate a pietra, doppia lievitazione che va dalle 36 alle 48 ore con quantità minime di lievito di birra –come vuole l’usanza dei panettieri partenopei– ingredienti campani Doc e la presenza nel menu di classici napoletani introvabili altrove a Firenze come Mastunicola e Panuozzo.

santarpiasantarpia margheritasantarpia margherita

Sono più o meno 12 i gusti proposti da Santarpia a rotazione, con proposte originali accanto alle classiche marinara e margherita, specie la pizza crema di zucca e guanciale, con la mozzarella che protegge il salume dalle alte temperature per preservarne aroma e morbidezza originali.

Da provare le pizze fritte, per gli amanti di frattaglie anche con il lampredotto.

santarpia menu

Prezzi leggermente più alti della media fiorentina, si parte dagli 8,50 euro della margherita per arrivare ai 13 euro della Radicchio Rosso Speck e Taleggio.

santarpia

Ambiente morbido con sfumature azzurre e testa di moro che si rincorrono dappertutto, lunghi tavoli in legno chiaro, illuminati da una luce calda e uno scenico bancone all’ingresso, decorato da piastrelle di Vietri, con gli sgabelli che permettono di osservare il lavoro di Santarpia e dei suoi collaboratori.

AMBIENTE: 8/10

IMPASTO E CONDIMENTI: 8/10

PREZZI: 7/10

TOTALE: 23

In precedenza: Santarpia vs. Palazzo Pretorio

Passa il turno: Pizzeria Gourmet Lievità

Se non siete d’accordo o volete dire la vostra, fatevi sotto con i commenti. E ricordate che alle 19 ci sarà la votazione dei lettori sulla pagina Facebook di Dissapore.

[Testo: Elisa Cappelletti, Antonio Fucito | Link: Dissapore | Immagini: Antonio Fucito, Elisa Cappelletti]