di Lucia Bargione 22 Ottobre 2015
pizza

Un tempo era la pizza. Per i napoletani era “La Pizza” per gli altri era quella cosa che ti faceva organizzare un’uscita con gli amici, spesso in combinata con il cinema. Era un alimento divertente. Nessuno faceva caso davvero alla lievitazione dell’impasto, alla sua composizione, al tipo di farina scelto. Il mondo si divideva tra quelli che la volevano sottile e quelli che la preferivano più elastica.

La pizza al taglio poi era un’altra storia. I più fortunati invece, erano passati da Napoli. Oggi invece la tendenza sembra cambiata finalmente anche a Milano. Dopo l’hamburger, ora, anche la pizza è gourmet.

Come ricordava giorni fa sul Corriere della Sera la scrittrice Roberta Schira, il primo rivoluzionario in questo senso fu, dieci anni fa, Sirani, che, a Bagnolo Mella, vicino Brescia, aprì il primo ristorante con pizza margherita a 30 euro: ingredienti di altissima qualità, entusiasmo collettivo tra gli chef ma, all’epoca, uno scandalo per il portafoglio.

pizza la taverna, Milano

La taverna, Milano

Nel tempo al ristorante di Sirani, ma questa volta proprio a Milano, se ne sono aggiunti molti altri come ad esempio il Dry Cocktails&Pizza di Andrea Berton dove grande attenzione viene riservata agli impasti a lievitazione naturale, o il più recente Taverna Gourmet, di importazione napoletana: pizze servite con ingredienti di solito riservati ad altri piatti come il gambero rosso, la Pata Negra, il maialino iberico, i pomodorini del Piennolo,il  branzino, il lardo di Colonnata o il tonno rosso.

Il proprietario Davide Iannaco fa sapere: «Abbiamo lavorato molto sull’impasto arricchendolo con basilico, nero di seppia e farine integrali. Per arrivare a un menu degustazione, 50 euro circa, che prevede diversi tipi di pizza. Vogliamo nobilitare la scuola napoletana all’ennesima potenza».

sala, Lievito Madre al duomo, Milano, pizzeria

Pizze gourmet a parte, nei pressi del Duomo c’è ormai da un anno la succursale milanese della napoletanissima pizzeria di Gino Sorbillo, impasto fatto a mano e attenzione minuziosa per la qualità degli ingredienti.

Molti locali puntano inoltre sulla cura e la varietà degli ingredienti per allergieintolleranze alimentari, è il caso di Peperino, presente anche a Pordenone, Udine, Trieste e Verona, una catena attrezzata con forni dedicati ai celiaci oltre a una discreta varietà di scelta tra le pizze del menu.

pizza senza glutine peperino

Insomma sul “pianeta Milano” la pizza sembra aver preso nuove strade e declinazioni, la puoi mangiare a 6 euro come a 30, col tonno rosso o alla marinara, accompagnata dalle bollicine o da un boccale di birra.

Allora vi e ci chiediamo: okay la pizza ha smesso di essere un piatto divertente per diventare più serio, tanto da essere accolta dentro i menu degustazione, pagata 30 euro e “osata” con ingredienti particolari? Ma all’annosa domanda tra milanesi “dove andiamo stasera a mangiare una pizza buona?”, voi cosa rispondete?

Fuori i nomi.

[Crediti | Link: Corriere della Sera, Dissapore]

commenti (30)

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  1. Avatar Enzo ha detto:

    Alla taverna di via anzani come al solito. Ma so che non é abbastanza fighetta per I vostri standard.

  2. Avatar pigi ha detto:

    Una ogni due settimane, dal Postino di via Bassini, o alla salsiccia o capricciosa o marinara. Non ci sono farciture stravaganti, ma l’impasto e la cottura sono ottimi.

  3. Avatar Roberta ha detto:

    o da Spontini o da Pino (viale fulvio testi) o da Gennaro (sotto il Duomo) o alla piccola Ischia in viale abruzzi. Sono abitudinaria.

  4. Avatar Dajoker ha detto:

    Non è a milano, ma la pizzeria Montegrigna (tric trac) di Legnano è qualcosa di favoloso!

  5. Avatar Graziano ha detto:

    Sul “finalmente” ora “anche la pizza è gourmet” io non sono molto entusiasta.
    Quello che prima era un piatto popolare ora in certi locali lo stanno facendo passare per qualcosa da vendere a peso d’oro.

  6. Avatar Francesco Z ha detto:

    Stasera andrei a Lievità (via Ravizza). In questo momento è l’impasto più “sexy”, lievitazione giusta (compresa alveolatura), le farine sono di indubbia qualità e l’impronta è della migliore scuola napoletana.
    Come alternativa…andrei fuori milano…Tric e Trac e Lipen…nomi però ormai noti e consolidati!
    E se no…fatevi sti 150 km e andate da Renato Bosco! 😉

    1. Avatar mauro_zz ha detto:

      e gia’ che siete li’ fatevene un’altra a iTigli a San Bonifacio, sempre intorno a Verona

  7. Avatar Laura ha detto:

    Riguardo alla pizza sottile vado sempre al Coke in Via Pavia 10, sottile enorme e ben farcita.
    Per quella spessa I Capatosta sul Naviglio, la piu buona napoletana.
    Pizza al metro vince Quei due in Via Custodi 14, la loro specislita la pizza con le loro polpettine…divine!!!